«Bisogna fare sempre rotazione Ma siamo stanchi»
Paolo Callegari, per molti anni direttore di Agripadana, con terreni a Jolanda di Savoia, conosce bene il problema della salinità. «Dopo le bonifiche dei primi anni del ’900 i continui lavaggi del terreno ad opera delle risaie, andarono man mano a sanare e rendere fertili queste terre - racconta - Purtroppo ormai da anni, vuoi per le mutate condizioni climatiche e vuoi per la graduale destinazione dei terreni ad altre colture, si assiste ad una salinizzazione degli stessi e si creano criticità e conseguenti minor produzioni e rese. Il fenomeno si manifesta a macchia di leopardo ed è ancor più evidente in quei terreni che non seguono la rotazione colturale con il riso. Noi continuiamo a fare riso in rotazione, quest’anno la produzione è stata un po’ scarsa, fortunatamente i prezzi sono saliti per tutti i cereali e quindi anche per il riso». Gli agricoltori del nostro territorio e della zona di Rovigo (la risalita del cuneo salino si presenta ancor più evidente nelle zone del Basso Polesine), «sono stanchi di vedere la loro capacità di reddito continuamente minacciata da questo fenomeno, bisogna intervenire» conclude Callegari.
Un ulteriore problema, di diverso tipo, è causato dalle nutrie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google