Cispadana, docu-film per dire ancora no al progetto autostrada
ALBERONE DI CENTO. «Abbandoniamo il progetto autostrada e completiamo la strada a scorrimento veloce. È la soluzione più economica, semplice e meno devastante, per dare all’Alto Ferrarese e alla Bassa Modenese una viabilità moderna, adeguata ai bisogni». E’ l’appello lanciato ai sindaci e alla Regione, dal Coordinamento cispadano No autostrada-Sì strada a scorrimento veloce e da Legambiente Emilia Romagna. Un messaggio chiaro, e una ferma presa di posizione, promossi con un cortometraggio “Autostrada Cispadana–Asfalto insostenibile” e la petizione “Stop all’autostrada Cispadana, si completi la strada a scorrimento veloce da Reggiolo a Ferrara”, per dire con forza no alla realizzazione dell’autostrada Cispadana.
Sono i cittadini, gli imprenditori agricoli e gli attivisti che vivono e lavorano sui terreni e in quelle aree che, da Reggiolo a Ferrara, verrebbero irrimediabilmente impattate e deturpate nel passaggio dall’asse autostradale, a diventare così i protagonisti del docu-film, realizzato in 10 mesi di lavoro, grazie al contributo della giovane regista Valentina Bianco e la partecipazione del giornalista Marco Amendola. All’anteprima di ieri ad Alberone, il portavoce del coordinamento Silvano Tagliavini e del referente di Legambiente Emilia Romagna Luca Girotti.
«Al contrario di ciò che si pensava in passato – ha detto Tagliavini - questo territorio non ha più bisogno di un’autostrada, diventata un’ossessione per il presidente della regione Bonaccini. L’autostrada non ha più ragione di essere, dal punto di vista economico e ambientale, oltre che come servizio per il territorio. Ben più accessibile una strada a scorrimento veloce, piuttosto che soli due caselli autostradali».
Le riprese del docu-film partono da Sant’Agostino, dal punto in cui terminano i 20 km realizzati della strada Cispadana, che doveva collegare Ferrara sud a Reggiolo. Da Reggiolo a Concordia, da San Giacomo Roncolo a Finale Emilia, da XII Morelli a Ferrara, la voce ai cittadini, anche dell’imprenditore agricolo morellese Andrea Lanzoni e di Simone Tassinari, già vicesindaco di Sant’Agostino: «Il futuro non è una nuova autostrada che avrebbe un enorme impatto sul territorio, su centri abitati e vicini poli scolastici. L’autostrada va a consumare prezioso suolo agricolo e naturale, che verrebbe perso per sempre. Per non parlare del costo, altissimo, previsto in 1miliardo e 300 milioni, di cui quasi 500milioni di fondi pubblici. Pesante poi l’impatto ambientale. In contrasto con la Rete Natura 2000, veri proprio paradisi ambientali, aree dove si coltivano foraggio e grano, filari di frutteti e verdure da orti biologici, dove ci sono imprese agricole e allevamenti per la produzione di Parmigiano Reggiano, verrebbero impattati o cancellati a causa del passaggio dell’autostrada. La vera alternativa, la soluzione è terminare la strada a scorrimento veloce, andando a completare i tratti già esistenti».
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