Il Centro sociale ha finalmente una sede Volontari soddisfatti, ma anche commossi
Cento, la struttura è nel don Zanandrea. Il sindaco: «Ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto. Un lavoro di squadra»
la novità
Grande emozione e soddisfazione ieri, all’inaugurazione della nuova sede del Centro sociale Ugo Bassi di Cento. Dopo anni di attesa e di impegno, il centro sociale ha finalmente una nuova spaziosa e moderna sede, al piano della del don Zanandrea di Cento.
Dopo la benedizione dei nuovi locali impartita da monsignor Paolo Marabini, il taglio del nastro con il presidente del centro, Franco Cattabriga, la vicepresidente Liliana Pareschi, il sindaco Edoardo Accorsi con il vicesindaco Vanina Picariello, gli ex sindaci Fabrizio Toselli e Piero Lodi, l’assessore regionale Paolo Calvano, la presidente della Fondazione CariCento Raffaella Cavicchi, il presidente nazionale Ancescao, Esarmo Righini e la presidente provinciale Milvia Migliari. Nel ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo, il presidente Cattabriga: «È dal 1986, da quando è nato il centro sociale, che stiamo lavorando per avere una sede. E finalmente oggi ce l’abbiamo. Come una banda di matti abbiamo intrapreso questa strada, fatta di grandi sacrifici e impegni, ma anche di grande soddisfazione. Del resto è quel pizzico di follia, sono le cose impossibili, che stimolano i volontari. Sono i nostri volontari, con il loro lavoro, il loro impegno, e la parsimonia di accantonare cifre importanti, che hanno creato le condizioni per investire e arrivare oggi a questa inaugurazione. Grazie a loro e alla famiglia Ancescao, alle amministrazioni, che nel corso degli ci hanno sopportato e supportato».
passo dopo passo
La ricerca del luogo “giusto”, è partita subito dopo il sisma, col sindaco Lodi: «È stata di Lodi l’idea di mettersi attorno a un tavolo per ragionare sul da fare. Tante le idee, dall’ex macello alla stazione, dal Cremonino a Buracci, e molte altre. L’intenzione era di acquistare con un mutuo della CariCento una sede, che dopo anni avremmo donato alla città. Ma questo non è stato possibile. Così abbiamo ripiegato sulla ristrutturazione, con costi altrettanto gravosi. Abbiamo incontrato spesso l’amministrazione Toselli per affrontare tante questioni. E con tenacia, ce l’abbiamo fatta».
E con grande emozione i ringraziamenti alla Fondazione CariCento, ai Lions Club di Cento e a Famè Zenteisa, alla Fondazione Don Zanandrea, alle imprese che hanno lavorato, e alla Regione che ha destinato al nuovo centro un contributo di 107mila euro. Completamente ristrutturati e messi a nuovo, adeguati dal punto di vista tecnico, normativo e in termini di sicurezza e prevenzione incendi, i nuovi locali si snodano al piano terra del don Zanandrea, affacciandosi sul giardino a fronte della Pinacoteca. È stato l’ingegnere progettista Donato Toselli a illustrare ieri i lavori svolti, di gran lunga rallentati e resi ancor più complessi dalle normative antiCovid. Il cantiere infatti è partito proprio a febbraio 2020, nel momento in cui è esplosa la pandemia e questo ha richiesto all’ingegner Toselli grande attenzione, facendo lavorare una sola impresa alla volta.
le novità
Nei 440 metri quadrati del nuovo Centro sociale Ugo Bassi, oggi fanno bella mostra di sé il salone d’intrattenimento, con due potenti impianti di ricircolo completo di aria, bar con servizi e magazzino annessi, cucina attrezzatissima con servizi e magazzino annessi, sala biliardo, sala riunioni, uffici, spazio per il guardaroba e lavanderia. Davvero un grande traguardo, festeggiato dal sindaco Accorsi: «Grazie ai sindaci che mi hanno preceduto, a Piero Lodi e Fabrizio Toselli, per il lavoro svolto. Un lungo lavoro che mi permette oggi di tagliare questo nastro e dare alla nostra comunità un luogo sociale, dove ritrovarsi e dove stare insieme». Un sostegno garantito anche dalla Regione, attraverso l’assessore regionale Calvano: «La Regione ha fatto tanto sul fronte del welfare. C’è una rete di associazionismo che consente di completare l’azione che il pubblico mette in atto. E l’Ancescao è un pezzo centrale. Grazie per tutto quello che fate per questo territorio. Le tante ferite che questa pandemia ha inferto, fa capire come questi luoghi sono bene comune».
Beatrice Barberini
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