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L’INIZIATIVA A CENTO 

Un pacco alla Camorra per il Natale Ecco i prodotti coltivati nelle terre confiscate a organizzazioni criminali

Be.Ba.
Un pacco alla Camorra per il Natale Ecco i prodotti coltivati nelle terre confiscate a organizzazioni criminali

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CENTO. “Facciamo un pacco alla Camorra” per restituire beni confiscati alla collettività, bellezza all’ambiente, valore alle tradizioni, dignità alle persone. Donare a Natale un pacco di prodotti agroalimentari vuol dire promuovere una crescita civile del territorio, fondata sulla creazione di economia sociale come antidoto all’economia criminale e speculativa. Con questo obiettivo, che si traduce in un impegno per l’amministrazione Accorsi di mettere al centro la legalità e la giustizia sociale, si è tenuta sabato l’iniziativa “Facciamo un pacco alla Camorra”. L’incontro è stato promosso dal Comune di Cento, in collaborazione col Presidio di Libera del Centopievese, proprio per promuovere anche a livello istituzionale percorsi di resilienza e riscatto sociale sull’esempio della rete di cooperative e associazioni sociali che lavorano sui beni confiscati alla Camorra riutilizzandoli per fini sociali, coltivando e trasformando prodotti biologici. “Facciamo un pacco alla camorra” del resto, è ancor prima un progetto culturale nato dalla mission del Consorzio Nco (Nuova cooperazione organizzata), promosso dal Comitato don Peppe Diana e da Libera. Anche quest’anno, a testimonianza della collaborazione con la Polizia di Stato, nel pacco alla Camorra si trova il fumetto del commissario Mascherpa ideato e sceneggiato da Luca Scornaienchi (Museo del fumetto di Cosenza), insieme alla redazione di Poliziamoderna.

Sabato a Cento col sindaco Edoardo Accorsi c’erano l’assessore alla sicurezza Mario Pedaci, la consigliera con delega alla legalità Laura Riviello, l’assessore regionale Paolo Calvano. Valentina Donadi e Alberto Carlesso (vicepresidente e segretario dell’associazione “Amiche per la pelle Aps” nel Trevigiano), Paola Perretta, responsabile primo impianto di trasformazione sul bene confiscato Alberto Varone a Maiano di Sessa Aurunca, Valeria del Piano direttrice del Consorzio Nco, la giornalista Tina Cioffo (Comitato don Peppe Diana) e Mercedes Nicoletti (Nco). Nel paniere (di cartone riciclato 100%), prodotti buoni come pasta, vino, pomodoro, conserve, confetture, olio, torrone e creme spalmabili, realizzati attraverso il riutilizzo sociale e produttivo di beni confiscati alle mafie e includendo persone svantaggiate.

Acquistare il pacco, e donarlo anche in occasione del Natale, vuol dire schierarsi dalla parte della legalità. Nel pacco vi sono sapori nuovi e ritrovati grazie al lavoro di associazioni e cooperative sociali che lavorano la terra inserendo persone svantaggiate e riutilizzando beni confiscati. Un modello di economia civile e welfare sociale che segue il sogno delle terre di don Peppe Diana.

Be.Ba.

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