La Nuova Ferrara

Ferrara

domani la protesta 

Cgil e Uil spiegano le ragioni dello sciopero «Più giustizia sociale»

Margherita Goberti
Cgil e Uil spiegano le ragioni dello sciopero «Più giustizia sociale»

2 MINUTI DI LETTURA





Lo sciopero generale dei sindacati Cgil ed Uil (la Cisl si è dissociata ) che si terrà domani contemporaneamente a Roma dove sarà presente l’Uil di Ferrara, Bari, Palermo, Cagliari e Milano dove invece ci sarà la Cgil di Ferrara, ha diverse motivazioni. Le hanno riassunte i segretari generali Massimo Zanirato per la Uil e Cristiano Zagatti per la Cgil.

«Insieme per le pensioni, per la giustizia sociale, per il lavoro e per la giustizia fiscale – hanno concordato - sono i punti sui quali chiediamo al Governo una vera riforma innanzitutto per la previdenza che superando l’impianto della Legge Fornero renda più equo e solidale il sistema; chiediamo garanzie per poter andare in pensione a partire dai 62 anni con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, per riconoscere la diversa gravosità ed usura dei lavori, di valorizzare previdenzialmente il lavoro di cura e delle donne, di introdurre una pensione garanzia per i più giovani e per chi svolge lavori poveri e discontinui, di rafforzare il potere d’acquisto delle pensioni ed incrementare la 14° mensilità ed altro ancora».

Per la giustizia sociale i due sindacati chiedono che venga incrementato il fondo sanitario Nazionale per la sanità, per la non autosufficienza, per la spesa sociale e per migliorare il reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda il lavoro Cgil ed Uil ritengono sia necessario creare un quadro di politiche industriali e di sviluppo in grado di frenare i processi di delocalizzazione e di deindustrializzazione del Paese investendo per affrontare le transazioni ambientale, energetica, digitale tutelando il lavoro. Importante è anche sbloccare gli investimenti in ricerca, innovazione e formazione e risolvere le troppe crisi aziendali ferme al Mise favorendo processi di reindustrializzazione e prevedendo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali finalizzati alla transizione. Infine per la giustizia fiscale i due sindacati ritengono che la rimodulazione dell’Irpef proposta dal Governo non risponda ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati e delle pensionate . L’85% dei lavoratori e dei pensionati infatti hanno un reddito che non supera i 35mila euro; le risorse vanno tutte utilizzate per aumentare le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione e per prevedere la decontribuzione almeno fino a 20 mila euro.

Margherita Goberti

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google