Il Canoa Club ha voglia di tornare a remare
Arrivata una donazione da parte della famiglia Cassetti Adesso manca solo un “ultimo chilometro” di burocrazia
bondeno. Il Canoa Club chiede di ripartire, un anno dopo il drammatico incendio che ha distrutto la sua sede, vicino al Cavo Napoleonico, senza tuttavia incrinare la volontà dei soci di ricominciare. Il Comune, dal canto suo, avverte che si è in “dirittura d’arrivo” per quanto concerne la concessione demaniale necessaria per autorizzare nuovamente l’utilizzo dell’area. Nei giorni scorsi, si è svolto a tal proposito un momento simbolico, ma di grande rilievo, con la consegna al Canoa Club di una donazione da parte della famiglia del compianto Roberto “Raul” Cassetti, il quale fu tra i fondatori del sodalizio. Un primo “mattone”, insomma, per la realizzazione della nuova sede della società sportiva.
«A Natale sarà trascorso un anno dall’incendio che ha distrutto la sede del Canoa Club – dice Sivlvia Cassetti, figlia di Raul –. Ricordo che papà andò subito il giorno di Santo Stefano a posizionare sulle macerie ancora fumanti una bandiera italiana, per testimoniare la volontà di tutti di riprendere l’attività sportiva e aggregativa del club, con i corsi e tutto quanto lui aveva sempre amato».
«Venerdì scorso – continua – io e la mia famiglia abbiamo voluto consegnare al club una donazione di mille euro, quale frutto delle spontanee offerte dei suoi tanti amici, avvenute dopo la sua scomparsa, e anche questo vuole essere un messaggio circa la volontà di tutti di fare rivivere il Canoa Club».
A questo punto, il problema diventa un altro. La questione ha viaggiato nei mesi scorsi lungo due binari paralleli: quello dei risarcimenti assicurativi, sbloccatisi alla fine dell’estate, mentre il percorso della concessione dell’area, la quale sorge su di un terreno demaniale, procede più a rilento. In sostanza, la vicenda dipende dallo sblocco di una concessione d’uso da parte della Regione al Comune. A tale proposito, l’assessore allo sport, Ornella Bonati, ammette che: «La compagnia assicurativa ha già liquidato al Comune la somma relativa al risarcimento del danno e siamo in dirittura d’arrivo anche per la parte autorizzativa. La Regione – dice Bonati – ha sei mesi a disposizione per rilasciare questi permessi. Il progetto fu presentato a fine estate, ma parliamo di un iter particolare visto che si tratta di una concessione demaniale. Siamo nei tempi tecnici per il rispetto di quanto previsto». Manca, insomma, un “ultimo chilometro” di burocrazia, prima di arrivare alla partenza dei lavori che consentiranno al Canoa Club di far rivivere la sua attività e il sogno di “Raul” Cassetti.
Mirco Peccenini
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