Il picchetto d’onore e quel pianto soppresso
Non solo amico, più che amico. I colleghi di lavoro di Marco Galan, il vigile del fuoco morto l 8 dicembre scorso, dal 26 luglio 2006 quando di fatto si è interrotta la vita di Marco Galan, sono stati continuamente, giorno dopo giorno, vicini alla sua famiglia. Dalla casa di via Falce, che si trova tra San Martino, Chiesuol del Fosso, Coronella e Fossanova sono passati in tanti. I colleghi sono addirittura riusciti ad allestire per Marco una piccola palestra la stessa nella quale lo sfortunata pompiere aveva così modo di sottoporsi agli esercizi che comunque i medici gli avevano prescritto e che in qualche modo, tra sanitari, amici e colleghi, riusciva regolarmente a fare.
Molti di questi ieri mattina avevano le lacrime agli occhi, occhi in parte coperti dalle mascherine.
È sicuramente in momenti come questi che esce la vera anima di questo Corpo, come pochi altri fatto di dedizione, spirito solidaristico, amicizia, reciproco aiuto.
I momenti dedicata alla patrona Santa Barbara, protettrice del Corpo dei vigili del fuoco, e gli omaggi religiosi hanno chiuso una mattinata densa di forti emozioni.
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