L'Emilia Romagna rischia la zona gialla
Il presidente Bonaccini: nessuna attività chiuderà, servirà la mascherina all'aperto
La prospettiva di entrare in zona gialla si avvicina, aperta dai dati sempre più preoccupanti che arrivano dal fronte dei contagi e dei ricoveri. Ma ieri (15 dicembre) il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ne ha un po’ ridotto la portata. «Potrebbe capitare anche a noi di entrare in zona gialla», ma sostanzialmente «non cambierebbe nulla», ha dichiarato ieri a Riccione, dove ha partecipato a un convegno della Fit-Cisl sul Pnrr.
Bonaccini non fa una tragedia del possibile cambio di colore e trova «naturale» la scelta del governo di prolungare lo stato di emergenza. «Siamo nel pieno della quarta ondata – così ha risposto alle domande dei cronisti – e la scelta non cambia lo stato delle cose, se non continuare a mettere ordine in questa sfida che dobbiamo combattere e vincere».
Dati alla mano, ha proseguito il presidente, «aumentano i contagi, ma pur avendo superato il numero rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, abbiamo un numero di decessi molto inferiore e anche di ospedalizzati». Dunque, «i vaccini contano. E non chiuderà nessuna attività economica, servirà solo la mascherina all’aperto», ha precisato Bonaccini. Sul fronte della campagna vaccinale, «abbiamo superato il 91% di prime dosi, oltre l’89% delle seconde e fatto 900mila terze dosi – ha detto – Bisogna proseguire perché il vaccino è lo strumento che abbiamo per proteggerci il più possibile. La mascherina inoltre è sempre più utile piuttosto che no».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google

