Mattarelli (LpC) rompe con Orgoglio Centese «Hanno tradito i patti»
L’accusa: volevano solo eliminarmi dal consiglio comunale Poi apre alla città: «La mia competenza è a disposizione»
CENTO. «L’alleanza con Orgoglio Centese è terminata. Da Pettazzoni, Giberti e Veronesi nessuna lealtà, solo l’intento di raggiungere obiettivi personali, eliminando Libertà per Cento dal consiglio. Oggi torno voce libera e indipendente, ma pronto a dare un apporto alla città».
Dopo la compagna elettorale che li ha visti “Uniti per Cento” nel sostenere la candidatura a sindaco di Marco Pettazzoni, il presidente di LpC Marco Mattarelli rompe gli indugi e parla di fratture insanabili con gli ormai ex alleati di Orgoglio Centese.
il ritorno nell’arena
«In campagna elettorale – dice Mattarelli – Pettazzoni e Veronesi mi chiesero più volte di non candidarmi. Con lealtà, ho mantenuto l’impegno. Ho procurato finanziamenti, sede elettorale e pure sostenitori alla coalizione. LpC ha portato 550 voti, pari al 4,81% degli elettori. Io stesso ho avuto 167 preferenze. Ciò nonostante, Orgoglio Centese si è esclusivamente orientato al raggiungimento di obiettivi personali, disattendendo tutto ciò che LpC aveva posto alla base dell’alleanza. La sensazione, fondata, è che si volesse eliminare LpC dal consiglio». Per chiarezza Mattarelli riporta i fatti avvenuti prima del ballottaggio: «Mentre ero presente all’incontro col senatore Balboni, che ci propose un apparentamento col centrodestra e incarichi di governo in caso di vittoria, non sono mai stato invitato da Pettazzoni, Giberti e Veronesi agli incontri con l’allora candidato sindaco Accorsi. Eppure sono tra i fondatori di Uniti per Cento. In realtà, era solo slogan. Gli stessi Paolo Matlì e Gunner Maccaferri hanno rotto i ponti con Orgoglio Centese».
Sull’elezione di Veronesi a presidente del consiglio, «nessuno ha creduto all’accordino veloce, come ci è stato raccontato. È stato un accordo ben preciso. E pensare che, come LpC, non come uomo di destra ma come liberale, avevo sostenuto l’apparentamento con la coalizione di Accorsi». Come «voce libera e indipendente», LpC torna quindi nell’arena politica: «Siamo pronti a valutare le scelte della nuova amministrazione, la trasparenza, il coraggio e l’indipendenza del sindaco dal groviglio inestricabile di poteri e interessi che attanagliano Cento».
LE SFIDE per il futuro
Diverse per Mattarelli le sfide che attendono sindaco e giunta: «Occorre intervenire per non applicare l’aumento Irpef già deliberato dalla precedente giunta per il 2022, un milione in più di tasse sulle spalle dei Centesi. Poi la nomina del segretario comunale. E c’è da prendere posizione sulla truffa perpetrata nei confronti di 10mila piccoli risparmiatori e azionisti ex CariCento. Ammesso ci sia un processo, il depauperamento è innegabile, anche per i posti di lavoro persi». Sul tema ricostruzione «il Cvr continua l’attività», poi il problema «esplosivo» dei posti di lavoro nello stabilimento di Stellantis. Infine il messaggio ad Accorsi: «La mia competenza e la mia passione per la città sono a disposizione, senza il tramite di Oc. Se l’amministrazione avrà la necessità sono pronto a dare il mio apporto. In ogni modo LpC continuerà a fare politica».
Beatrice Barberini
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