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gli accordi con herambiente 

Inceneritore, il Comune presenta ricorso al Tar

Inceneritore, il Comune presenta ricorso al Tar

L’amministrazione si rivolge al tribunale amministrativo contro l’aumento dei rifiuti da smaltire in via Diana

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In questi giorni sarà depositato il ricorso del Comune contro l’aumento delle tonnellate di rifiuti da smaltire nell’impianto di Herambiente di via Diana. Con questo atto il Tar, in sede esclusiva, sarà chiamato ad accertare la legittimità del recesso di Herambiente dagli accordi che stabiliscono che la potenzialità massima complessiva di smaltimento del termovalorizzatore non possa essere superiore a 130mila tonnellate l’anno, e il conseguente inadempimento da parte della medesima società degli impegni assunti con la sottoscrizione di tali accordi.

«Il recesso di Herambiente – spiega il Comune in una nota – costituisce l’atto presupposto rispetto all’istanza presentata dalla medesima società, sulla cui base è stato avviato il procedimento conclusosi qualche mese fa (nonostante l’orientamento contrario della Giunta comunale espresso in sede di conferenza di servizi) con il rilascio da parte di Arpae dell’autorizzazione all’aumento di 12mila tonnellate di rifiuti da smaltire in via Diana».

Secondo l’avvocato Andrea Maltoni, professore ordinario di Diritto amministrativo di Unife e specializzato in diritto ambientale che ha elaborato il ricorso, «è proprio il recesso da detti accordi a risultare in contrasto con la normativa vigente».

Il Comune di Ferrara che risulta legittimato e vanta un interesse a ricorrere – si legge infatti nell’atto –, ha sottoscritto negli anni passati tre accordi con Herambiente spa che appaiono riconducibili alla fattispecie degli accordi amministrativi procedimentali. Herambiente ha ritenuto di poter recedere da tali accordi amministrativi considerandoli dei meri contratti di diritto privato, senza considerare che gli impegni, assunti in base a tali accordi dall’amministrazione comunale, attengono all’esercizio di potestà amministrative. La stessa società addusse a supporto di detto atto unilaterale il fatto che “i contenuti degli accordi citati in oggetto risultano oggi non più coerenti con lo stato di attuazione del Piano Regionale di gestione dei rifiuti della regione Emilia Romagna” e che “nei contratti (di diritto privato ndr) di durata senza termine ciascuna delle parti può esercitare il proprio diritto di recesso».

In base a tali accordi – conclude la nota – il Comune risulta, in particolare, impegnato ad esercitare le funzioni amministrative di cui è titolare, anche sulla base di indirizzi amministrativi, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di inquinanti entro il 2030 e aumentare l’efficienza energetica e il ricorso a fonti rinnovabili e preparare il territorio alle mutazioni del clima».

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