Il cantiere di Castello Lambertini si svela Viaggio sulle tracce del passato che riaffiora
Nell’ex sede comunale di Poggio Renatico è in corso il restauro post sisma. Grande interesse per il tour, posti esauriti
L’EVENTO
Samuele Govoni
Sarà un vero e proprio viaggio nella storia quello che oggi e domani un centinaio di poggesi intraprenderanno entrando nel cantiere del Castello Lambertini. L’ex sede municipale di Poggio Renatico, gravemente danneggiata dal sisma del 2012, è al centro di un restauro da sei milioni e mezzo di euro; uno degli interventi più importanti e complessi di tutto il Cratere. L’idea di aprire le porte del cantiere alla popolazione è venuta al geometra Gianni Rizzioli, da anni appassionato di storia locale e, in particolare, del castello.
«Volevo fare qualcosa per condividere il percorso con la cittadinanza perché – spiega – sento che c’è fermento attorno a questa opera. Dopo gli incontri estivi, le parole e i rendering, ho pensato di organizzare un giro nel cantiere. Sapevo che c’era interesse, solo non mi aspettavo ce ne fosse così tanto».
I giri, infatti, sono diventati sei e sarebbero stati pure di più se non fossero state chiuse le iscrizioni. Quindici persone a gruppo e sei turni (9-11-14).
«Condurrò io le visite, sarà impegnativo ma sono contento. Quando ho proposto l’idea al sindaco e alla ditta che si sta occupando del restauro ho trovato grande disponibilità, tutto si svolgerà in sicurezza. I partecipanti saranno dotati di casco protettivo e ci sarà un percorso da seguire», spiega il geometra.
LA SCOPERTA
La parte più interessante secondo Rizzioli riguarda i seminterrati.
«Nessuno ha mai visto quegli ambienti come li vedremo da oggi in poi. A inizio Novecento – dice – vennero riempiti di terra e da allora sono stati usati come deposito e scantinato, ora invece torneranno a splendere. Rimuovendo la terra abbiamo trovato pavimentazioni antiche e frammenti di passato; alcune mattonelle risalgono addirittura al 1400».
Il primo nucleo del castello affonda le radici alla fine del ’300, l’ultimo importante rifacimento al 1898, in mezzo due guerre mondiali e un terremoto. È presumibile che quegli ambienti, visto che inizialmente il castello era circondato dall’acqua, fungessero da imbarcaderi. «Abbiamo estratto tonnellate di terra e quegli spazi che fino a ieri sembravano angusti, si sono rivelati ariosi e pieni di storia».
Il seminterrato, che diventerà spazio espositivo, misura circa mille metri quadrati, praticamente si snoda per tutta la pianta dell’edificio. «La gente è curiosa, spesso mi capita di vedere persone attorno al cantiere che cercano di carpire un po’ dell’andamento dei lavori e queste visite – conclude – saranno un bel momento di condivisione».
GLI ALTRI AMBIENTI
In un’ora e mezza di giro, tanto durerà il percorso, ci sarà modo di vedere anche gli altri ambienti. Il pian terreno diventerà polo sanitario con la medicina di gruppo e lo sportello del Cup, il piano superiore invece sarà destinato alle attività di carattere culturale. Da una parte la biblioteca comunale, dall’altra le sale per le associazioni e nella torre il piccolo museo dedicato alla storia locale. Gli affreschi ritrovati, risalenti anch’essi a secoli fa, saranno restaurati e restituiti alla comunità.
Se tutto andrà come previsto i lavori termineranno entro la fine del 2023. Nel frattempo, per ingannare l’attesa, si potranno sempre organizzare altre visite guidate.
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