Maria proclama il Magnificat Un grande messaggio di umiltà
A pochi giorni dal Natale la storia dell’attesa della Madre di Gesù Un esempio importante per rinnovare la Chiesa e il mondo
IL VANGELO
In questa Vigilia di Natale il Vangelo racconta un evento semplice e commovente: due donne in attesa di un bambino si incontrano, accomunate da uno stesso segreto, benché di diverse condizioni sociali.
Maria è adolescente, una vergine promessa in matrimonio a Giuseppe il falegname. Elisabetta è anziana, sposata da tempo senza avere avuto la gioia di essere madre, a causa della sterilità. Eppure, qualcosa di importante le unisce: una gravidanza inaspettata e miracolosa, per cui entrambe sanno che in loro è successo qualcosa di insolito che non obbedisce alle leggi della natura. Confusamente percepiscono che Dio ha affidato loro una missione speciale, senza ancora comprenderne lo scopo. Ecco perché, anziché parlare di sé stesse, parlano piuttosto di Dio, della sua grandezza, dei suoi prodigiosi interventi. Elisabetta ammira Maria ed entrambe ammirano Dio proclamando il Magnificat che racconta le meraviglie compiute da Dio attraverso le generazioni per i semplici e gli umili.
La visitazione rappresenta il mistero di due donne che proclamano ciò che il Signore realizza nelle loro vite, e il prodigio di due bambini che si incontrano e misteriosamente comunicano. Infatti, al saluto di Maria il bambino nel seno di Elisabetta si muove e lei non ha dubbi nell’interpretare questo segno: è lo Spirito che spinge i due bambini ad una manifestazione di gioia e così, ancora in grembo, Gesù e Giovanni si riconoscono e si fanno un segno. È in questo clima intriso di fede che Maria proclama il Magnificat, l’inno alla gloria di Dio per sollevare i deboli e ci insegna che tutto è un dono di Dio, anche quello che saremmo tentati di considerare frutto dei nostri meriti. Fu Lui a guardare l’umiltà della sua serva e la riempì dello Spirito Santo; è Lui che mostra la sua predilezione per gli umili, gli affamati, i rifiutati; è per Lui solo, che onore e lode devono essere fatti oggi e sempre.
Quindi, attraverso il Magnificat Maria ci insegna che non possiamo presentarci a Dio con l’orgoglio dell’altero, l’arroganza del potente e l’alterigia del ricco. In una società dove, ahimè, l’ambizione umana trasforma gli altri in scale a gradini che si percorrono con i piedi per innalzarsi; in un’umanità in cui si ricorre ad ogni mezzo per soddisfare la sete di potere; in un mondo dove l’impostura e il dominio sono ricette, Maria ci ricorda dove sta il favore di Dio.
Però, non possiamo proclamare la predilezione di Dio per il semplice, senza adottare uno stile di vita che ci avvicina ai meno privilegiati e alle vittime di esclusione ed emarginazione.
Il Magnificat, quindi, non dovrebbe essere solo un insieme di belle formule espresse a parole, ma una preghiera di trasformazione delle nostre vite quotidiane, per poter diventare comunicatori di Dio, come Maria.
Possa la Beata Vergine Maria aiutarci con il suo esempio e intercessione, affinché anche noi siamo strumenti umili e docili che Dio può avere per rinnovare la Chiesa e il mondo.
Don Rodrigo Akakpo
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