Il socialista che sa vincere nelle difficoltà «Si parte dal Patto per il lavoro e il clima»
Padovani ha passato la prima mattinata da presidente della Provincia all’assemblea di Confartigianato: avrò un vice
il personaggio
Magari aveva preso negli ultimi giorni a sperarci sul serio, Gianni Michele Padovani, ma ieri mattina confessava di non essersi ancora calato bene nel ruolo di presidente della Provincia e uomo della riscossa del centrosinistra in un territorio solcato da due anni dalle scorribande leghiste. «Un commento a mente fredda? Non sono ben sicuro di essere ancora in questa condizione, non ho fatto altro che rispondere a messaggi e telefonate con attestati di stima - è stata la sua prima reazione - Di sicuro ci tengo ad un ringraziamento speciale per Nicola Minarelli, ha fatto davvero un gran lavoro anche se si trattava di una campagna elettorale particolare, tra eletti. La “fascia rossa” della provincia ha dato una risposta importante, abbiamo lavorato a fondo con i sindaci e gli esponenti di partito e tutto questo ci ha permesso di rovesciare lo svantaggio di partenza. La mia tessera? Resta quella del Psi, E forse avrà inciso anche la mia maggiore esperienza da sindaco, sette anni, e pure da consigliere provinciale».
Il sindaco di Mesola ha mostrato comunque di saper uscire vincitore da situazioni complicate, come successe nel 2019 alle sue elezioni comunali, dove arrivava dopo una gestione difficile della sua maggioranza. Le doti di dialogo gli sono state sempre riconosciute, ha passato la sua prima mattinata da numero uno del Castello all’assemblea della Confartigianato, a fianco del candidato di centrodestra da lui battuto, Fabrizio Pagnoni, «siamo sempre stati pronti da sindaci a prestare attenzione alle esigenze delle forze economiche, lo farò a maggior ragione come presidente della Provincia».
I cittadini si ricordano di quell’ente soprattutto per le strade malmesse, i velox che fanno strage di multe e i problemi dell’edilizia scolastica, ma Padovani mostra di avere le idee chiare sulle priorità: «Il punto di partenza è il Patto per il lavoro e il clima firmato qualche settimana fa, è vero che arriverà su questo territorio una massa enorme di finanziamenti pubblici con il Pnrr (la cabina di regia è proprio in Castello, ndr), ma bisogna anche saperli spendere bene questi soldi. E per farlo è necessario un clima sereno, un approccio super partes». A questo proposito, il neopresidente non scioglie le riserve sulla squadra che lo affiancherà, «un vice servirà sicuramente (molto gettonata una donna, le più votate Laura Perelli e Rosa Sandoni, ndr), conto di coinvolgere diversi colleghi con deleghe ma ancora non so se ci saranno degli assessori, perché le necessarie modifiche di legge non sono ancora ufficiali».
Lui prenderà per i prossimi anni, fino al 2024 quando scadrà il suo mandato a Mesola, lo stesso stipendio del sindaco di Ferrara: 7.858 euro lordi a partire da gennaio, che diventeranno 11.040 dal 2024. La Provincia aggiungerà quanto serve alla sua busta paga mesolana.
S.C.
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