Vento di Supa, arbitrato addio Il Comune preferisce la causa
La contesa è nata per le presunte inadempienze degli ex gestori del locale La mediazione in Camera di Commercio non dà esito: si tornerà in tribunale
Davide Bonesi
RO. In gergo calcistico si direbbe palla al centro e tutto da rifare. In termini legali il significato è proprio questo, ovvero che dopo il nuovo faccia a faccia la contesa invece che trovare una soluzione dovrà cambiare nuovamente sede, ripartendo da zero. E la contesa è piuttosto nota, perché riguarda - secondo l’amministrazione comunale di Riva del Po - un inadempimento contrattuale di 54.601,94 euro da parte degli allora gestori di Vento di Supa, locale situato in golena a Ro.
FACCIA A FACCIA
Inizialmente la contesa doveva svolgersi in un’aula di tribunale: da una parte il Comune di Riva del Po che chiede 70mila euro di mancati pagamenti allo chef Michele Raccuia (ora gestore di un locale in centro a Ferrara), il quale risponde con una richiesta addirittura di 350mila euro (precisando alla Nuova Ferrara come solo 90mila euro sono di fatture per i lavori effettuati in un’area che è di proprietà del Comune). Insomma, un faccia a faccia piuttosto complesso, con il giudice che optò per la mediazione, ovvero un arbitrato stragiudiziale da svolgersi alla Camera di Commercio. Richiesta presentata a inizio novembre dai legali del ristoratore, perché se nessuna delle parti lo avesse fatto entro i termini tutto sarebbe finito nel nulla.
Ebbene, dopo un primo rinvio, giovedì ecco quello che non t’aspetti: il Comune di Riva del Po non ha accettato l’arbitrato, di fatto obbligando le parti a ritrovarsi faccia a faccia in tribunale, ossia dove erano stati invitati a trovare una mediazione. All’incontro in Camera di Commercio c’erano l’ex gestore del locale Vento di Supa con i propri legali (Roberto Anselmi e Niccolò Bellettati) e a rappresentare l’amministrazione c’era il sindaco Andrea Zamboni, mentre il legale del Comune (il pugliese Sebastiano De Feudis) era collegato a distanza. Insomma, si riparte da zero in tribunale, con tempi che ovviamente si andranno ad allungare in questa vicenda che rimarrà comunque particolare, sin da quando è partita. Perché comunque Vento di Supa ha rappresentato una ventata di novità per un territorio avaro di iniziative. Infatti il 15 giugno del 2018, oltre al già esistente ristorante, fu infatti aperto il cosiddetto “Lido fluviale del Po”, ossia una vera e propria spiaggia con sabbia, ombrelloni, lettini, docce solari, chiringuito e zona salotto. Ma ben presto arrivarono anche i problemi, dal forte vento che danneggiò l’area golenale alla piena del novembre 2019 che sancì la chiusura del locale. Già a settembre di quell’anno era partita la richiesta del Comune attraverso un legale, a cui gli ex gestori risposero spiegando che al momento dell’insediamento, nel 2016, in accordo con l’allora Comune di Ro avevano ricevuto l’esonero dalle tasse in cambio di lavori di rilancio dell’area golenale.
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