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Il caso ponte tiene banco Dai mezzi pesanti che aggirano il divieto al ritardo nell’intervento

Beatrice Bonsi
Il caso ponte tiene banco Dai mezzi pesanti che aggirano il divieto al ritardo nell’intervento

Masi San Giacomo, la lista MaSì va all’attacco dell’amministrazione «Disinteresse per il disagio, qualcuno dovrebbe pensare a dimettersi» 

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IL CASO

I disagi legati al ponte sulla superstrada a Masi San Giacomo continuano a tenere banco fra gli abitanti. Questi, dopo aver ottenuto la riapertura parziale, chiedono venga rispettato il divieto di transito per i mezzi pesanti. Ricordiamo che la viabilità sul ponte è a senso alterno, regolata da un semaforo, ed è inibita ai mezzi pesanti. Mezzi pesanti che, però, infrangono troppo spesso questo divieto.

E ora si muove anche la politica. Dopo la comunicazione, da parte dell’ente appaltante (Provincia di Ferrara), che i lavori di realizzazione del nuovo ponte sulla Sp1 hanno subìto dei ritardi perlopiù dovuti al trasporto delle travi di impalcato, il gruppo consigliare MaSì (composto da Marco Rizzati, Mattia Chiccoli e Valentina Coppola) interviene sulla questione e invita l’amministrazione comunale a richiedere delucidazioni alla Provincia.

«COMUNE SI ATTIVI»

Il consigliere Marco Rizzati considera che debba essere un dovere, e non una possibilità, il fatto che l’amministrazione comunale interceda per la propria cittadinanza in merito al prendere coscienza sul dover attenuare al massimo i disagi per i propri cittadini sull’arteria principale del territorio. «Non è assolutissimamente accettabile – rende noto Rizzati –, che l’amministrazione liquidi la questione come se fosse un lavoro della Provincia e che, pertanto, la stessa sia la sola e unica responsabile degli indubbi disagi, considerando anche che la viabilità alternativa è stata decisa dall’amministrazione comunale senza chiedere alcun confronto con l’opposizione e che la chiusura di via San Leonardo (sul quale non risultano agli atti da parte della giunta nessun tentativo di far riaprire temporaneamente il passaggio) ha rappresentato un errore macroscopico dal punto di vista gestionale del territorio».

«Chiediamo – prosegue il consigliere – che l’amministrazione di Masi chieda espressamente alla Provincia una risposta scritta su quanto dichiarato dalla stessa, ovvero che il collaudo avverrà a metà gennaio, perché questa previsione deve avere basi solide sulle quali i cittadini possano regolarsi per i prossimi mesi a venire».

DIMISSIONI

«Dal nostro punto di vista – continua Rizzati – riteniamo fondamentale che l’amministrazione richieda quanto riportato, perché le evidenze cantieristiche ci fanno presagire tempi diversi rispetto a quanto dichiarato, tanto che a oggi le travi di impalcato non risultano essere ancora in cantiere e, considerato che le vacanze natalizie incombono, riteniamo con ogni probabilità che le maestranze vorranno, come giusto che sia, passare quanto meno questo periodo a casa con le proprie famiglie».

Rizzati manifesta poi dubbi sul collaudo previsto a gennaio, in quanto il getto della soletta di impalcato necessita di almeno quindici giorni di maturazione e ventotto di definitivo indurimento e - quindi - le tempistiche sarebbero troppo ridotte. Il gruppo di opposizione per tutto questo auspica le dimissioni dell’amministrazione: «Gli amministratori – conclude –, avevano il dovere di gestire la situazione e se hanno ritenuto, siccome era un lavoro appaltato dalla Provincia di Ferrara, di non avere voce in capitolo allora forse sarebbe il caso che chi di dovere rassegni le proprie dimissioni e si dedichi a qualcosa d’altro».

Beatrice Bonsi

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