Omicidio di Atika Le relazioni dei consulenti
Si avvicina alle battute finali il processo per l’omicidio di Atika Gharib, 34 anni, la donna di origini marocchine che abitava a Ferrara, uccisa nel settembre di due anni fa dal compagno M’Hamed Chamekh. Ieri a Bologna, dove si svolge il processo in Corte d’assise, sono state illustrati gli esiti delle perizie e consulenze psichiatriche eseguite sull’imputato, giunte a conclusioni diverse, ma in buona parte concordanti sulla capacità di intendere e volere dell’uomo. La perizia del tribunale (super partes) svolta dagli psichiatri Ariatti e Samorì, quella disposta dal pm (affidata al consulente Turrini) e quella eseguita dallo specialista Messina, nominato dalle parti civili, hanno stabilito che l’imputato è in grado di intendere e di volere e può assistere al processo. Diverso il parere del consulente Cimino, indicato dalla difesa, che ha attribuito all’imputato un vizio parziale di mente sottolineando però la sua pericolosità sociale. Il 7 febbraio l’ultima udienza con le conclusioni e la sentenza.
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