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Su Ferraresi in consiglio volano gli stracci L’opposizione: «Nulla per cui dissociarci»

Alessandra Mura
Su Ferraresi in consiglio volano gli stracci L’opposizione: «Nulla per cui dissociarci»

Passa l’odg di condanna per le frasi sui metodi mafiosi. L’ex leghista se ne va: «Vi lascio alle vostre pagliacciate» 

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la discussione

E alla fine l’ordine del giorno di condanna e presa di distanza dalle frasi incriminate della consigliera Ferraresi è passato con 19 voti favorevoli (tutta la maggioranza), 1 contrario (Mantovani dei 5 Stelle) e il resto dell’opposizione che è “uscito dall’aula” scollegandosi e prendendo le distanze, invece, «da una discussione surreale e assurda, che riguarda beghe interne alla maggioranza, che ancora una volta usa il consiglio comunale come strumento improprio, costringendo tutti ad assistere a diatribe personali disonorevoli per questo consesso», come hanno chiarito Ilaria Baraldi e Francesco Colaiacovo (Pd) e Dario Maresca (Gam).

La Ferraresi, da parte sua, a sua volta non ha votato perché al termine del suo intervento ha deciso di lasciare l’assemblea sbattendo la porta: «Vi lascio alle vostre pagliacciate». La discussione si è trascinata per circa un’ora, con nervi così scoperti da rendere necessaria subito una pausa di cinque minuti per decidere chi dovesse tenere il timone del consiglio, visto che il presidente Lorenzo Poltronieri era tra i firmatari dell’ordine del giorno e si era detto disponibile a farsi sostituire dal vice Maresca. Gli assessori Lodi e Fornasini hanno obiettato, Colaiacovo è insorto per l’ingerenza della Giunta sulle procedure del consiglio: così per un po’ la seduta si è interrotta per poi ricominciare con Poltronieri confermato “al comando”.

Si discuteva dunque delle esternazioni di Ferraresi sui «metodi intimidatori, ricattatori e mafiosi dell’amministrazione», sulle forze dell’ordine che «tollerano situazioni di illegalità» e sugli agenti locali definiti «entità effimere». Affermazioni «che pesano come macigni e dipingono una situazione criminale che offende la nostra amministrazione», scrivono i consiglieri di maggioranza nell’ordine del giorno chiedendo a Ferraresi di ritrattare e scusarsi e a tutto il consiglio comunale di dissociarsi, annunciando azioni legali nei confronti della consigliera. Che invece non ha nessuna intenzione di ritrattare e fare mea culpa, e al vicesindaco che parla di «frasi vergognose» sventolando le immagini delle vittime della mafia Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa replica: «Da Lodi non prendo lezioni di legalità, visto che non si è mai scusato per le offese al runner e al prefetto, o per le accuse, (poi cadute) all’edicolante (di vendere le mascherine gratuite, ndr). In questi due anni, da quando sono uscita dalla Lega, ho ricevuto intimidazioni e offese pubbliche e ne ricevo ancora, oggi l’ennesimo attacco, soprattutto da parte dei finti moderati, per mie parole assemblate a piacimento. Ho massimo rispetto per le forze dell’ordine, e vi ringrazio anzi per questo ordine del giorno che mi permette di sottolineare il degrado a Ponte, le segnalazioni sull’assenza di controlli da parte dei cittadini dopo la chiusura del presidio periferico, su situazioni di spaccio e degrado che sono frutto dell’abbandono di zone periferiche. Il consiglio dovrebbe essere convocato per questioni di interesse per tutta la comunità, non per mettere alla gogna una consigliera».

Unanime la condanna da parte della maggioranza, con ripetute sollecitazioni all’opposizione a dissociarsi e votare il documento. Richiesta respinta: «Ferraresi risponderà personalmente delle sue affermazioni. Non abbiamo detto nulla contro le forze dell’ordine, non vedo da cosa dobbiamo dissociarci, è un errore voler strumentalizzare le forze dell’ordine a fini politici. E se si dovesse fare un odg per ogni esternazione sui social, ne dovremmo presentare tre al giorno». A votare contro il documento, pur dissociandosi dalle dichiarazioni sulle forze di polizia, è stato invece Tommaso Mantovani: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Chi vuole denunciare, denunci, ma non continuiamo ad accapigliarci, altrimenti non ne usciamo più». E al sindaco che lo interrompe per chiedergli se allora bisogna tollerare il termine mafioso, Mantovani replica: «Si parla di metodi mafiosi, che in Italia hanno un significato molto ampio». E poi conclude, ottenendo qualche secondo di silenzio dubbioso: «Se continuate a bersagliare la Ferraresi, sono solo medaglie per lei, sembra davvero che sia l’unica a fare opposizione».

Alessandra Mura

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