Un Natale di prossimità, per accogliere chi è in difficoltà
Cari fratelli e sorelle,
non so voi, ma io sento particolarmente la gioia di questo Natale.
La sento e la vedo questa gioia: nella ricchezza delle luci, nelle tante persone che animano le piazze del centro, nella partecipazione alle celebrazioni, nel cammino sinodale appena iniziato, nel Patto Provinciale per il Lavoro e l’Ambiente – due risorse inseparabili – che abbiamo firmato anche come Chiesa di Ferrara-Comacchio, nella prossimità ritrovata.
Forse la pandemia, se ci insegna qualcosa, ci educa proprio a vivere la prossimità, a vincere l’individualismo. Ci si salva insieme. Si cresce insieme. Si cammina insieme. E il fondamento di questo stile di prossimità è proprio il Natale, l’Incarnazione del Verbo, il Dio con noi.
Il Natale ci ricorda che Dio non è lontano, ma sempre vicino, sempre con noi, “al punto tale – ci ha ricordato Papa Francesco – che tante volte bussa alle porte del nostro cuore. Dio cammina al nostro fianco per sostenerci.
Il Signore non ci abbandona; ci accompagna nelle nostre vicende esistenziali per aiutarci a scoprire il senso del cammino, il significato del quotidiano” (Angelus, 29. 11. 2020). Questa prossimità di Dio a Natale ci regala il senso della vita, ma anche ci insegna uno stile.
È una prossimità che sa incontrare e accompagnare chi è in difficoltà. È una prossimità familiare e sociale, dentro e fuori casa.
È una prossimità che diventa condivisione: di sentimenti, di paure, di sofferenze, di risorse. È una prossimità che scomoda, perché rompe il nostro individualismo, provoca il nostro egoismo.
È una prossimità che dall’ascolto passa al cammino insieme, a vivere e condividere un’esperienza sinodale. Sì, perché il cammino sinodale che la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio ha intrapreso, in comunione con tutte le Chiese in Italia, non è un cammino esclusivo, ma vuole raggiungere tutti, ascoltare tutti: uomini e donne, giovani e adulti, anche i più lontani, anche gli indifferenti, per comprendere che volto hanno impresso della Chiesa, cosa si aspettano dalla Chiesa, cosa regalano alla Chiesa.
La Chiesa è sacramento di salvezza, perché custodisce il Natale, Dio con noi. Il cammino sinodale è un cammino di ricerca insieme di come – in termini di stile, di linguaggio, di strumenti – la Chiesa, al tempo stesso santa e peccatrice, possa essere “segno e strumento di salvezza”.
L’augurio ai fedeli cattolici è di un buon Natale, che ci metta in cammino insieme con i pastori.
L’augurio a tutti è perché in questo Natale, come i Re Magi, possiate mettervi in cammino per incontrare il Dio con noi. Buon Natale.
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