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patto di amicizia 

Le arachidi di Coldiretti donate ai volontari Avis

Giuliano Barbieri
Le arachidi di Coldiretti donate ai volontari Avis

L’antico prodotto torna nei campi ferraresi, già impiantati 150 ettari Il direttore Visotti: puntiamo a una filiera di nicchia, tutta locale

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Da sempre tra Avis e Coldiretti c’è un rapporto di collaborazione nell’organizzare tante iniziative e a fine anno, per le festività natalizie è tradizione che in questo periodo che chi si reca a donare sangue riceve un dono offerto dalla Coldiretti. Quest’anno gli avisini riceveranno una confezione di arachidi prodotte e tostate nel Ferrarese. Nelle nostre zone si tratta di un ritorno a questo tipo di produzione. Infatti in terre estensi negli anni ’70 del secolo scorso si producevano le “Bagige Tripoline” e il nome deriva dal fatto che, all’epoca, gran parte della produzione veniva esportata nella città di Tripoli. Dopo anni di abbandono di questo tipo di coltura nel Ferrarese si è ricominciato a produrre arachidi. Prima con pochi ettari e quest’anno si è arrivati a oltre 150 ettari. Sono sempre più quelli che nel mondo agricolo nostrano cominciano a pensare alla produzione di arachidi.

«Abbiamo la consapevolezza – ha spiegato Alessandro Visotti, direttore Coldiretti – che l’anno prossimo gli ettari coltivati saranno almeno raddoppiati e con la garanzia di avere un prodotto che, dal punto di vista salutistico, da ampie e sicure garanzie che altri non sono in grado di fornire. Dico questo non per screditare gli altri produttori esteri, dove non si sa dove e come è stato prodotto, ma per rimarcare, con forza, l’alta qualità della nostra produzione che passa direttamente dalla nostra terra alla nostra tavola».

L’auspicio è quello di arrivare all’arachide di filiera italiana, dalla coltura al confezionamento, e il Ferrarese è stato il primo territorio a puntare su questo obiettivo.

«Vogliamo – ha concluso Visotti – estendere questa coltura su tutto il territorio ferrarese. Per contenere le spese, specie quelle di raccolta, cerchiamo di fare in modo che le varie aziende, che si dedicano a questa produzione, siano tra loro vicine riducendo i tempi morti degli spostamenti dei mezzi di raccolta ottenendo un abbattimento dei costi. Si punta a una filiera di nicchia tassativamente di produzione ferrarese. Possiamo farlo perché tramite Bonifiche Ferraresi possiamo, dopo la raccolta, assicurare la stagionatura e lo stoccaggio. Nei mercati coperti l’arachide ferrarese è un nostro fiore all’occhiello e la presenza, al banco, dei produttori è la massima garanzia di salubrità del prodotto».

La raccolta delle arachidi nella nostra zona avviene a fine estate nei mesi di settembre ottobre e la produzione varia tra i 25 e i 30 quintali per ettaro. Secondo la tradizione, legata all’epoca della civiltà rurale, si usava, a fine anno, regalare arachidi perché era un segnale bene augurante per l’anno nuovo. Per questo motivo la Coldiretti ha deciso, quest’anno, di regalare ai donatori una confezione di arachidi ferraresi.

«Ringraziamo per il dono – ha detto Sergio Mazzini presidente comunale Avis – sicuri che, nel rispetto della tradizione, ci porterà fortuna. Malgrado la pandemia abbiamo chiuso, con un segno positivo, la raccolta di sangue anche quest’anno. Le “bagige” ferraresi daranno la forza ai nostri avisini per centrare anche per l’anno entrante lo stesso obiettivo».

Anche Saverio Menna, vicepresidente provinciale Avis, ha ricordato che anche per la raccolta del plasma quest’anno si chiude in positivo.

Giuliano Barbieri

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