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«Medici vaccinatori impiccati come i nazisti» No vax indagato per istigazione a delinquere

Daniele Predieri
«Medici vaccinatori impiccati come i nazisti» No vax indagato per istigazione a delinquere

Alessandro Gulinati sotto inchiesta. Ieri in casa sua il blitz della Digos, ordinato dalla procura: sequestrati pc, cellulari e altro

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Daniele Predieri

Alessandro Gulinati, professione guida turistica a Ferrara, da due anni a tempo pieno un “No tutto” convinto legato a Covid, pandemia e divieti, è indagato per istigazione a delinquere, reato ipotizzato nel decreto di sequestro e perquisizione che ieri mattina procura e Digos gli hanno notificato: l’inchiesta a suo carico è stata aperta in seguito al post che ha pubblicato ai primi di dicembre sul suo profilo Facebook in cui augurava, come monito, la forca, l’impiccagione ai medici vaccinatori italiani e ferrarese, così come furono condannati e poi impiccati dopo il processo di Norimberga, i medici nazisti per aver commesso un crimine contro l’umanità, sperimentato farmaci contro la volontà delle persone. Su di lui si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti dopo quel post. Che ha pubblicato. E di cui ora deve rendere contro nell’inchiesta aperta a suo carico.

Del resto, da quasi due anni è diventato il simbolo per tanti ferraresi del no ai divieti contro questa pandemia senza fine, un punto di riferimento del “No tutto” da “Io non chiudo”, No Vax, No green pass. Era lui camminava in prima fila ai cortei in città, sbraitare al megafono, parlare di “dittatura sanitaria”, inveire contro Draghi e Speranza, associando vecchie discriminazioni (razziali, ndr) a quelle nuove (su vaccini, green pass). Poi, il 1 dicembre, si è seduto davanti al suo computer e ha creato il “suo” manifesto: augurando l’impiccagione ai medici vaccinatori come accadde ai medici sperimentatori nazisti, impiccati per aver commesso un crimine contro l’umanità. Quale è per lui, No vax irriducibile, un crimine, quello di aver vaccinato quasi il 90 % degli italiani e ferraresi. Ma perché tutto questo? E adesso cosa succede? Parlerà di repressione, dittatura e discriminazioni? Potrà farlo, rispondendo negli interrogatori che verranno alle domande di procura (pm Andrea Maggioni) e Digos (dirigente Francesco D’Avino) che stanno indagando su di lui. Ieri, nessuna parola da lui, interpellato a vuoto a telefono, social e mail. Il suo difensore, d’ufficio, Flavio Cattabriga, sapeva dell’atto della procura: «Sì, si indaga per il 414 (istigazione a delinquere, ndr) ma al momento non so altro». Nel blitz di ieri, gli inquirenti hanno sequestrato materiale informatico: computer, cellulari, chiavette e pen drive. Tutto ciò che potrebbe contenere riscontri a questo suo “volontario incitamento” (recita l’articolo del codice) per verificare quanto di concreto e pericoloso possa esservi in questo suo “monito”. Materiale che sarà sottoposto a perizie, poi sulla base di questi riscontri gli inquirenti valuteranno. Da qui la ricerca, ad esempio, di possibili collegamenti con la nuova galassia “eversiva” No vax, già all’attenzione degli inquirenti di tutta Italia.

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