Comacchio, le nutrie sotto scacco finiscono in trappola
Collocate dal Comune le gabbie al quartiere Raibosola. Nel giro di poche ore si sono riempite di roditori dannosi
COMACCHIO. C’è una svolta nella vicenda legata all’invasione di nutrie, segnalata dieci giorni fa, da un gruppo di residenti tra le vie Antonio Cavalieri Ducati e Vittorio Veneto, a breve distanza dal centro storico lagunare. Nella mattinata di mercoledì sono state piazzate, in alcuni punti critici, le gabbie previste dalla convenzione siglata tra Provincia di Ferrara, Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e amministrazioni comunali con l’obiettivo di contrastare la presenza di questi roditori, che mettono a repentaglio coltivazioni e staticità degli argini.
MONITORAGGIO ASSIDUO
«Al pomeriggio – osserva Ettore Ferroni, uno dei residenti – le gabbie poste tra il parco pubblico del quartiere Raibosola e un terreno edificabile vicino ad un agglomerato di case erano già piene. Il nostro timore era che qualche bambino, curioso per natura, andasse a manomettere le gabbie, facendo scappare gli animali o addirittura facendosi del male».
I residenti tuttavia ignoravano che, in base al Piano regionale di controllo della nutria, tutte le azioni di contrasto richiedono un monitoraggio costante da parte degli enti coinvolti, nel caso specifico da parte del Comune di Comacchio e dei coadiutori intervenuti. Dopo due passaggi effettuati nella stessa giornata di mercoledì, le gabbie sono state liberate da personale incaricato.
«Ho fatto presente che lungo il canale Piave si stanno manifestando alcuni pericolosi smottamenti, provocati dall’attività di scavo delle nutrie – prosegue Ettore Ferroni –, mentre il Consorzio di Bonifica era intervenuto solo qualche mese fa con mezzi meccanici per sistemarle. Le nutrie, però, hanno già ripreso a scavare e a far cedere terreno».
AVANTI CON IL CONTRASTO
L’attenzione su questo argomento resta elevata e, come aveva assicurato, dieci giorni fa, il sindaco lagunare Pierluigi Negri, proprio a seguito della richiesta accorata di intervento da parte dei residenti, l’attività di contrasto delle nutrie nella zona tra il villaggio Raibosola e la Cittadella dello Sport è destinata a proseguire. Sono ormai presenti in colonie numerose i castori di palude, ma il loro abbattimento, per legge, non può avvenire né per avvelenamento, né per iniziativa dei privati cittadini.
«Ringrazio anche a nome del vicinato – conclude Ettore Ferroni, ex dipendente comunale, in pensione da diversi anni – i tecnici comunali e gli incaricati dal sindaco, perché la situazione era ormai da livello di guardia. Occorre proseguire con misure di contrasto, perché nella nostra zona residenziale, questi roditori si sono riprodotti in quantità spropositate e non costituiscono solo un problema igienico sanitario, ma sono anche un pericolo per la stabilità di argini e sponde di canali e per le coltivazioni».
«Dopo uno scaricabarile tra enti – conclude Ferroni – finalmente un articolo ha sbloccato la situazione».
Katia Romagnoli
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