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«Con l’orchestra del Maggio Fiorentino ho suonato anche per Mattarella»

Giorgio Carnaroli
«Con l’orchestra del Maggio Fiorentino ho suonato anche per Mattarella»

Il violoncellista 28enne Marco Tagliati all’inaugurazione del nuovo auditorium di Firenze: un luogo che dà speranza

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ARGENTA. L’avventura del nuovo auditorium del Maggio Fiorentino è iniziata martedì scorso con un’inaugurazione in pompa magna e tra le file dei musicisti presenti sul palco pulsava un cuore argentano. Il ritmo cardiaco di un 28enne, quello di Marco Tagliati al contrabbasso. Un concerto che rimarrà nella storia, vista anche la presenza delle più alte carico dello Stato, compresa quella del presidente Sergio Mattarella.

Dunque, un argentano seduto nella sezione archi fra gli otto contrabbassi e la bacchetta era mossa nientemeno che dal maestro Zubin Mehta. Il giorno dopo dell’esecuzione, durante la pausa pranzo, Marco trova il tempo per scambiare due parole.

«Se sono stanco? Abbastanza – ammette –, i tempi sono stretti e c’è da correre».

Com’è andato il concerto d’inaugurazione del nuovo auditorium? Soddisfatto?

«Sì, sono soddisfatto, perché tutto è andato bene e inoltre ci siamo divertiti».

Non capita tutti i giorni di suonare con l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta e per di più davanti al presidente Mattarella: cosa si prova?

«Onorato prima di tutto – aggiunge il musicista argentano –, soprattutto dell’opportunità di suonare e quindi di lavorare con un grande maestro come Zubin Mehta. Diciamo poi che questo luogo rappresenta un futuro per la musica e per la parte sinfonica concertistica, in quanto qui l’Italia è rimasta molto indietro. Ne è la riprova che non ci sono molti concerti sinfonici, anche perché sono poche sale disponibili e quindi, vedendo e ascoltando questa cosa che abbiamo fatto, speriamo nasca qualcosa che favorisca l’importanza del suonare».

Marco come ha fatto ad arrivare all’orchestra del Maggio Fiorentino?

«Tramite audizione – spiega –. Dopo essermi diplomato al conservatorio di Ferrara, ho trascorso tre anni in Germania, continuando a suonare là. Riguardo all’audizione, ho partecipato preparandomi con cura e mi hanno ritenuto idoneo per la graduatoria valida per tre anni».

Un successo che ripaga i tanti sacrifici suoi e dei suoi genitori?

«Spero proprio di sì. Questa è un’opportunità che va colta al volo e ci si lavora molto e molto bisogna investire sul tempo».

Recentemente è scomparso nonno Leonida Tagliati, appassionato di musica, da sempre nella corale Giuseppe Verdi di Argenta, di cui anche Marco, da adolescente, ha fatto parte. Un argomento delicato da affrontare con Marco, essendo molto legato al nonno, ma la domanda ci sta e lui, dopo una pausa, risponde.

Chissà cos’avrebbe detto nonno Leonida vedendo il nipote in un’orchestra del genere.

«Spero sia orgoglioso di me e da lassù sicuramente quanto visto e ascoltato gli sarà piaciuto».

Per le festività il concertista 28enne argentano è tornato in famiglia ad Argenta, ma è dovuto ripartire subito per le prove del concerto di Capodanno. Del resto gli impegni a questi livelli non consentono pause.

Giorgio Carnaroli

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