Quando don Gino Pucci andò per mare L’avventura nelle ricerche di Maccapani
Per trent’anni parroco di Bosco Mesola, nel 1919 andò negli Usa a bordo della Cavour per una importante missione
la storia
Lucio Maccapani, appassionato di storia e cultura locale, ha realizzato una ricerca relativa a don Gino Pucci, il quale fu parroco di Bosco Mesola dal 1947 al 1976. All’indimenticato sacerdote, l’amministrazione comunale mesolana ha anche dedicato una via negli scorsi anni. Lo scritto di Maccapani approfondisce un periodo della vita del curato, forse meno conosciuta, che ci riconsegna un don Gino cappellano di bordo.
“La crociera del Cavour negli Usa del 1919 e del cappellano di bordo don Gino Pucci” è il frutto di una ricerca nell’archivio storico della Marina militare che fu organizzata e partì in tutta fretta dopo che si era appreso per via riservatissima dal ministro Sonnino, presente alla Conferenza di Pace di Parigi, che la Francia stava preparando una missione presso gli alleati americani con proprie navi militari.
«In un clima sociale e politico molto teso in Italia, si decise di approntare in tutta fretta una identica missione negli Usa - scrive Maccapani -, al fine di rinsaldare i già solidi legami politici, allargando la sfera a quelli più strettamente economici e diplomatici, vista anche la grande comunità di emigrati italiani nel nuovo continente».
il prete
La presenza a bordo del cappellano, il capitano di Cavalleria, canonico don Gino Pucci, è documentata, oltre che dal comandante della nave, il capitano di Vascello Ugo Conz, anche da un articolo pubblicato su “Civiltà Cattolica”, il periodico dei Gesuiti. A don Pucci furono affidati incarichi delicati al fine di intrattenere rapporti molto riservati con le alte gerarchie della chiesa statunitense. Incarichi che don Pucci svolse in modo molto puntuale e riservato. Ciò senza contare la normale vita quotidiana di bordo.
«Da ricordare, oltre che gli stretti legami con il cardinale di Boston – personaggio molto rispettato ed amato, ma anche ambizioso ed influente – la celebrazione di una messa solenne a New York da parte dell’arcivescovo della città, alla presenza di circa mezzo milione di persone, tra le quali vi erano moltissimi immigrati italiani».
per mare
Le capacità marinare del comandante Conz, nel frattempo promosso ammiraglio, sono emerse in diverse occasioni e, soprattutto, quando la nave si incagliò nelle acque del porto di Filadelfia, sul fiume Delaware. «Nonostante i consigli e le promesse d’aiuto dei responsabili militari locali - va avanti lo storico -, l’ammiraglio Conz riuscì nottetempo a far disincagliare la pesante nave militare grazie ad un’ardita manovra raggiungendo puntualmente il posto assegnato per la fonda. Alle capacità marinare l’ammiraglio Conz seppe aggiungere indiscusse doti diplomatiche, tanto che la crociera americana della nave fu un autentico successo in termini d’immagine e di prestigio per il Regno d’Italia, uscito vincitore dal conflitto mondiale ma in condizioni sociali ed economiche molto preoccupanti». Il percorso personale e umano del comandante Conz e del cappellano don Pucci fu molto diverso: il primo fu nominato in seguito senatore del Regno, il secondo visse in umiltà, molto amato e rispettato dai suoi parrocchiani in uno sperduto paese delle campagne: Santa Maria in Bosco, come si chiamava allora Bosco Mesola, dove oggi egli riposa nel cimitero locale.
L.G.
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