Un centro per bimbi disabili Il sogno è diventato realtà
Decisivo il sostegno della Fondazione “Marco Simoncelli”: donati 150mila euro Dopo anni di speranze e lotte, si raccolgono finalmente dei “frutti” speciali
Quanto può essere grande un sogno, per avere la speranza di poterlo realizzare? È questa la domanda che abbiamo rivolto a Elena D’Adda, presidente della Cooperativa sociale Onlus “I Frutti dell’albero”. «Venti anni fa quando, poco dopo essermi trasferita da Milano a Ferrara, ho scoperto che mio figlio era affetto da autismo, avrei risposto che non c’era posto per i sogni nella mia vita. Ma il tempo e le persone che ho incontrato e con le quali ho affrontato la mia nuova quotidianità, mi hanno fatto ricredere».
il percorso
La Cooperativa sociale Onlus I Frutti dell’albero nasce nel 2010. I suoi frutti sono ragazzi autistici o con disturbi da encefalopatie che per crescere hanno bisogno di “tutori” e percorsi terapeutici dedicati.
La cooperativa, in questi anni, mediante i “Laboratori macedonia” con l’aiuto di psicologi ed educatori ha sostenuto i ragazzi disabili con percorsi di crescita che permettono loro di raggiungere il massimo grado possibile di autonomia, fornendo anche supporto alle loro famiglie.
Ma Elena e tutti i suoi collaboratori hanno un grande sogno, che inizia a prendere la forma della realtà quando nel 2012 la cooperativa acquista per centomila euro dall’Istituto diocesano sostentamento del clero, un terreno di 3.750 metri quadrati, a Fossanova San Marco, il quale è legato al vincolo di essere destinato a uso per il sociale.
Su quel terreno Elena si immagina già un centro diurno di accoglienza per bambini disabili dove in ambienti idonei e confortevoli, si potranno continuare e sviluppare i percorsi di crescita. Ma per fare questo occorrono soldi, e... coraggio. «Non ricordo quante lettere ho inviato dal 2012 al 2018 per cercare aiuti concreti per la realizzazione del centro. E in tanti hanno contribuito. Singole persone, aziende, Fondazioni, parrocchie, hanno creduto in noi, nella trasparenza del nostro agire e fin dall’inizio ci hanno sostenuto».
Anche la lettera inviata alla Fondazione “Marco Simoncelli” è arrivata a destinazione e papà Paolo Simoncelli assieme alla moglie - dopo aver conosciuto personalmente la realtà de “I Frutti dell’albero” e aver visionato il progetto - «ha deciso di contribuire alla sua realizzazione. Ha donato subito una importante somma di denaro (150 mila euro), impegnandosi, poi a dare altri contributi».
il sogno SI AVVERA
Ebbene, quello che sembrava un sogno troppo grande per essere realizzato oggi è realtà. A Fossanova San Marco sta per sorgere il centro destinato a ospitare i ragazzi disabili. A fine gennaio- inizio febbraio 2022, compatibilmente con i ritardi dovuti anche alla pandemia che ha rallentato un po’ i lavori, il nuovo centro sarà ultimato. La costruzione di due piani, (600 metri quadrati) è realizzata completamente in legno, e ha la forma di un ottagono (“8” come simbolo dell’infinito). Al centro di una delle sale interne verrà piantato un ulivo che farà da tramite con il mondo esterno e la natura. All’esterno ci sarà un orto e spazi attrezzati per i laboratori all’aperto. Sulle pareti esterne di colore giallo chiaro verso il tetto ci sono tanti mattoncini colorati si mili a quelli del Lego. Ecco quei mattoncini sono “il biglietto da visita” della coop “I Frutti dell’albero”.
ragazzi speciali
«Sono il simbolo dei nostri ragazzi “speciali” - spiega Elena - tutti diversi, ma in grado di “incastrarsi” perfettamente l’uno con l’altro arricchendosi a vicenda. Siamo noi, che con il nostro centro, proprio come uno di quei mattoncini desideriamo “incastrarci” perfettamente con le realtà che già si occupano di disabilità nel territorio di Ferrara, offrendo un servizio aggiuntivo al mondo della disabilità».
Il nuovo centro è un punto di arrivo? « No, è un punto di partenza. Adesso inizia la fase dell’accreditamento, percorso che ci porterà a essere una struttura ufficialmente riconosciuta dagli enti competenti. Economicamente ci siamo accollati un mutuo e poi ci saranno da affrontare i costi delle risorse umane che saranno ingenti; si pensi che ogni ragazzo dovrà essere seguito da un “tutore”».
Dall’enfasi che Elena mette quando racconta come “I Frutti dell’albero” siano arrivati negli anni a costruirsi una «refenzialità qualitativa, costruita sull’impegno del lavoro svolto, che non è mai venuto meno, anche, anzi soprattutto, quando gli ostacoli sembravano insormontabili. Se all’inizio l’impatto con la malattia di mio figlio Roberto è stato devastante, oggi comprendo quanto abbia arricchito la mia vita».
Elena che ha saputo «guardare avanti, trasformando la rabbia per quello che le stava accadendo nella volontà di «dare un futuro a tutti i ragazzi “speciali”, e sono tanti, che possono dare tanto agli altri e alle loro famiglie».
Per chi volesse aiutare la cooperativa, sul sito www.ifruttidell’albero.it si trovano tutte le indicazioni per farlo.
Cinzia Berveglieri
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