Dosi alle mamme per proteggere i neonati
Il professor Resti del pediatrico Meyer: «Per i nascituri l’unica diffesa è vaccinare le madri gli ultimi tre mesi di gravidanza»
FIRENZE. Non sono gli anziani i più colpiti dalla variante Omicron. Le fasce più a rischio sono i neonati e gli adolescenti. Per tutelare i neonati c’è un modo solo, al momento: vaccinare le mamme, nell’ultimo mese di gravidanza. Massimo Resti è direttore del dipartimento specialistico interdisciplinare del Meyer, uno degli ospedali pediatrici più importanti in Italia. Da tempo - dice - in ospedale arrivano molti bambini e ragazzini con conseguenze gravi da Covid. In particolare con il cuore che funziona al 30%, per la sindrome infiammatoria multisistemica, una delle conseguenze più serie prodotte dal Covid.Professor Resti, nelle ultime settimane abbiamo visto spesso neonati finire in terapia intensiva. Perché il Covid colpisce così duramente i piccolissimi?
«Per noi medici non è una novità. Da sempre sappiamo che le due fasce nelle quali il Covid causa più ricoveri in terapia intensiva sono i neonati (e i bambini fino a tre anni) e gli adolescenti. Solo che la prima ondata di Covid colpiva poco i bambini. Ora, invece con le nuove varianti, prima con la Delta e ancora di più con la Omicron, i bambini sono colpiti come gli adulti».
Ci sono dati?
«L’Istituto superiore di Sanità ci dice quello che noi medici da sempre vedevamo negli ospedali: che al 1° dicembre in Italia c’erano 64 bambini ricoverati in terapia intensiva sotto i tre anni; 74 ragazzini fra 16 e 19 anni; 59 fra 12 e 15 anni. Sono ricoveri dall’inizio della pandemia».
C’è una differenza rispetto all’inizio della pandemia?
«Ora anche nei reparti vediamo arrivare molti più bambini. Mentre prima l’infezione nei piccoli era un’evenienza non frequente, ora sta diventando un fatto frequente. Precisiamo: anche ora ci sono infezioni modeste e di poco conto, ma esistono pure situazioni impegnative, nel neonato soprattutto. Questo non solo in Italia. Già negli studi di maggio 2021, anche negli Stati Uniti si era visto che sotto l’anno c’è il picco di mortalità da Covid».
Quindi come si proteggono i bambini così piccoli?
«Si è visto che l’unica soluzione è la vaccinazione delle donne in gravidanza, nell’ultimo trimestre della gestazione. Il vaccino della mamma nell’ultimo trimestre è fortemente raccomandato da tutte le società scientifiche e da tutti gli organismi internazionali perché il Covid in gravidanza è pericoloso per la mamma e per i neonati».
Quali evidente scientifiche ci sono che il vaccino non danneggi il feto e protegga mamma e neonato?
«Ci sono studi su migliaia e migliaia di donne vaccinate durante la gravidanza: in assenza di effetti avversi, si è registrato un crollo di contagi nei bambini nati da madre vaccinate. I bimbi che ricevono gli anticorpi della mamma si ammalano meno. È evidente che le mamme entrano in stress quando parliamo di somministrare un vaccino in gravidanza, ma è l’unico modo che abbiamo per difendere i neonati".
Perché i neonati contraggono più facilmente il Covid?
«Perché sono immunodepressi: non hanno ancora le difese immunitarie, se le devono fare».
E gli adolescenti?
«L’adolescenza ( 13-18 anni) è la fascia nella quale è più probabile che vengano fuori delle "disregolazioni immunitarie". Queste disregolazioni immunitarie spiegano alcune complicanze del Covid, sono alterazioni della risposta immune dell’organismo che porta alla sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (nota anche come MIS-C). Questa sindrome causa una vasculite che, a sua volta, produce uno scompenso multiorgano (reni, cuore) che porta i bambini in rianimazione. In sostanza, i bimbi e gli adolescenti non finiscono in rianimazione per il Covid in sé, ma per questa complicanza».
Come descriverebbe in modo semplice la vasculite?
«La vasculite è una malattia infiammatoria sistemica. Si manifesta a volte con febbre alta, astenia (debolezza), arrossamento occhi, tosse, scompenso multi-organo (reni e cuore). Infatti molti bambini sono arrivati da noi con il cuore che funzionava al 30%: per questo vanno in terapia intensiva. Oltretutto, spesso questa è una situazione che si verifica anche ad alcune settimane dal Covid. Di frequente i pazienti non sanno nemmeno di aver avuto la malattia, lo scopriamo noi andando a cercare gli anticorpi».
Che cosa direbbe a una mamma di un bambino per convincerla a vaccinare il figlio o la figlia?
«A una mamma di un bimbo fra i 5 e i 10 anni, direi che il Covid è una malattia che bastona anche i bambini. In Italia, al 1° dicembre, abbiamo 35 bimbi deceduti per questa infezione (da inizio pandemia) che è lo stesso numero di bimbi che ogni anno muoiono per meningite da pneumococco e meningococco. Ora, però, i numeri rischiano di diventare più seri perché con la variante Omicron l’infezione sta aumentando. La differenza è che oggi conosciamo la malattia e sappiamo come gestirla dall’inizio».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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