«Spostare risorse dalla piazza Moro alla Garibaldi»
La richiesta di Corradi però è bocciata dalla giunta L’assessore Vincenzi: «Adesso non cambiamo le nostre priorità E poi ci sono anche le frazioni»
BONDENO. Una piazza Garibaldi più adatta ai tempi e alle esigenze del commercio. La chiede Tommaso Corradi (Bondeno in testa), che ha avanzato la sua proposta durante l’ultimo consiglio comunale. L’iniziativa era rivolta a dirottare le somme necessarie (125mila euro annui), cominciando intanto dai fondi destinati alla riqualificazione di piazza Aldo Moro, allo scopo di rinnovare piazza Garibaldi.
«Credo che 25mila euro siano sufficienti per il verde pubblico e il parco di piazza Moro – ha spiegato Corradi –, mentre, come ho già avuto modo di dire in passato, vi sarebbe la necessità di ripensare la piazza principale di Bondeno, dove è sempre più complicato vedere un certo tipo di movimento e alcuni tipi di negozi, almeno rispetto a una decina di anni fa. Recentemente ha aperto un nuovo ristorante da asporto – ricorda Corradi –, ma basta andare in centro la sera per vedere una suddivisione netta tra la piazza e altre vie. Una zona, insomma che va ripensata».
La maggioranza ha bocciato l’ipotesi, con l’assessore Marco Vincenzi che ha ribadito la volontà della giunta «di mantenere i soldi stanziati per piazza Moro, mentre un bando ci ha fornito anche le risorse per riqualificare la zona antistante al duomo, in via Mazzini, che è una delle più belle, secondo me, racchiusa tra i giardini cui la gente è affezionata e il duomo sull’altro lato».
Proprio piazza Moro e via Mazzini sono le due priorità indicate dalla giunta per il 2022: «Intendiamo procedere al progetto di piazza Moro, dove si trovano le ex scuole, in cui si collocherà il municipio durante i lavori di ricostruzione – rivela l’assessore Vincenzi –. La piazza a noi piace, anche se si può migliorare, ripavimentando, togliendo barriere architettoniche, come si è fatto a esempio per il “listone” di piazza Trento-Trieste a Ferrara. Siamo d’accordo sul ricambio degli arredi e dei sampietrini, ma cambiarne la riconfigurazione vorrebbe dire cambiare tante cose, quindi è importante pensarci bene. Esistono, inoltre, anche le frazioni: metà della popolazione risiede fuori dal capoluogo e vogliamo continuare ad occuparcene», ha concluso Vincenzi.
Mi.Pe.
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