La scuola di Ro “torna” stabile del Comune dopo oltre trent’anni
Risolto il caso dell’edificio mai registrato all’ufficio catasto Ma ora scoppia la grana degli arredi in municipio a Berra
RO. “Chiedo a sindaco e giunta l’attivazione di tutte le procedure al fine di iscrivere l’edificio scolastico di Ro al catasto dei fabbricati (accatastamento)”. Con una mozione la consigliera di minoranza Daniela Simoni (Gente di Riva del Po) aveva avanzato una specifica richiesta, che oggi trova riscontro nella determina scritta dalla responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, architetto Marcella Leoni, affidando l’incarico al geometra Pierpaolo Giovannini di Ferrara. “Dato atto che si rende necessario l’affidamento per la realizzazione di un servizio – scrive l’architetto –, si ravvisa la necessità di provvedere all’affidamento dei servizi tecnici inerenti l’accatastamento dell’immobile comunale di via Benetti a Ro, così descritto: redazione di tipo mappale (prestazioni finalizzate all’introduzione in mappa del fabbricato) comprensivo di accessi al catasto per la richiesta dell’estratto di mappa e visure, rilievo strumentale, redazione del tipo, restituzione informatizzata, presentazione all’Agenzia del territorio; denuncia al Catasto fabbricati comprensivo di rilievo, stesura planimetrica dell’unita immobiliare, definizione dei poligoni, compilazione modelli in procedura Docfa, attribuzione rendita catastale e restituzione su supporto informatico”.
Si tratta dell’accatastamento dello stabile che accoglie gli alunni delle scuole a Ro, “riscoperto” dopo oltre trent’anni perché mai censito all’ufficio del catasto. L’incarico al professionista costa al Comune 4.867,80 euro e sana una lacuna inspiegabile, soprattutto perché in questi quasi tre anni dalla nascita del Comune di Riva del Po (fusione tra Berra e Ro), si scopre che sono diverse le strutture costruite nell’ex Comune di Ro, con regolare autorizzazione edilizia, ma successivamente mai censite.
SOLDI A BERRA
Intanto, una determina di 26.608,40 euro per fornitura e montaggio arredi per uffici nella sede municipale di Berra hanno innescato una polemica infinita. Il tutto perché la determina riporta solamente il materiale che verrà acquistato e non la quantità, che fa pensare a una spesa oltremodo esosa, priva di fondamento, dando addito a cattivi pensieri. Prova a fare chiarezza l’assessore ai lavori pubblici Marco Pozzati, ripetendo quanto riportato dalla delibera: «Tutta la determina riguarda quindi arredo ufficio dipendenti».
E questo lo si era capito, ma così si scatena il dibattito: «Quando si fanno gli atti bisognerebbe essere un tantino più precisi, perché poi si finisce per trarre in inganno il lettore – dice Simoni, che poi chiede –; con questi quasi 28mila euro quanti e quali uffici vengono allestiti?».
Pozzati prova a spiegare: «Il numero di uffici che andranno rivisti francamente a memoria non lo so, poiché ogni settore ha avanzato le proprie richieste. Di sicuro al piano terra del municipio di Berra tornerà il servizio tecnico, mentre il servizio scuola, oggi diviso, sarà accorpato nel settore di fronte alla porta d’ingresso. Per la lista completa degli interventi l’Ufficio tecnico è a disposizione, non ci sono mica segreti».
Il fatto è che non è la prima volta che una determina esce incompleta, non certo dal punto di vista legale, ma per l’assenza di specifiche, a vantaggio dei cittadini. A esempio un impegno di 200mila euro per asfaltare quattro strade, non si sa quali. Quattro pensiline da aggiustare, non si sa quali. E l’elenco diventa lungo quante sono le determine...
D.M.
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