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Strage di Cà del Gallo Bernardi: sì al cippo

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RIPAPERSICO. C’è la disponibilità del Comune di Portomaggiore a ricordare degnamente le vittime della strage dall’antico borgo Cà del Gallo, nei pressi di Ripapersico, dove il 18 aprile 1945 morirono decine di persone sotto le bombe dell’aviazione alleata. Se n’è parlato durante l’ultima seduta del consiglio comunale portuense, partendo da un’interpellanza presentata da Roberto Badolato, il quale aveva proposto la realizzazione di un cippo o di una stele commemorativa a ricordo delle vittime, che si andrebbe ad aggiungere alla lapide sul muro della ex scuola di Ripapersico che riporta i nomi dei caduti della seconda guerra mondiale.

A rispondere è stato il sindaco Dario Bernardi, citando lo storico Andrea Poggiali, che fece una indagine specifica sul territorio portuense, soprattutto in riferimento alla strage della Gnola, ma che si dedicò anche a quella di borgo Cà del Gallo. Secondo l’autore, che intervistò alcuni residenti, le bombe colpirono la scuola, la chiesa, ma la sorte peggiore toccò al minuscolo borgo di Cà del Gallo, dove era stato approntato un rudimentale rifugio antiaereo: tuttavia due bombe causarono la morte di 43 persone.

«L’episodio è effettivamente importante – ha detto Bernardi – e credo che ci siano tutte le basi per fare un po’ di lavoro insieme, anche di approfondimento storico. Individuate le risorse credo che si possa assolutamente provare a realizzare un cippo ricordo di un episodio che spesso passa in subordine, rispetto a quello sicuramente più noto e altrettanto terribile della Gnola. Per la sua gravità, mi pare che meriti uno spazio apposito come uno dei luoghi delle stragi della guerra a Portomaggiore».

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