Cassana. Bloccati due pescatori di frodo con 50 chili di specie pregiate
Altro duro colpo alle organizzazioni dei predoni dei corsi d'acqua
FERRARA. Tra le specie pescate di frodo erano riusciti a “tirare su” anche la celebre carpa regia considerata dai gourmet una vera prelibatezza. Martedì pomeriggio una patuglia della Polizia Locale di Ferrara ha fermato e denunciato due pescatori, entrambi di nazionalità romena, ennesimo caso dei cosiddetti “predoni” che oramai da anni imperversano tra fiumi e canali del Ferrarese. Oltre alla denuncia, legata a un quantitativo di oltre 50 chili di pesce pescato di frodo, i due stranieri si sono visti anche sequestrare l’intera attrezzatura, pure quella ritenuta illegale dalle forze dell’ordine.
La segnalazione è stata effettuata da un cittadino che transitando vicino alla zona in cui i due romeno stavano pescando si sarebbe accorto di quanto accadeva. La pattuglia della “Locale” ha così raggiunto il luogo e ha fermato i due pescatori che stavano appunto pescando nei pressi di Cassana, frazione alle porte di Ferrara.
Secondo i primi rilievi effettuati dagli agenti della Polizia Locale, i due stranieri sono risultati privi di ogni autorizzazione e, come detto, sono stati trovati in possesso di oltre 50 chilogrammi di pesce di varie specie, anche pregiate, pesce stipato in sei sacchi di plastica all’interno del baule della loro autovettura. Una più accurata ispezione ha fatto poi emergere la presenza di un bilancino, tipico indizio di un’attività di pesca di frodo organizzata come quella svolta dai cosiddetti “predoni del Po”, persone responsabili di ingenti danni all’ecosistema fluviale.
Il personale della Polizia Locale ha pertanto contestato le specifiche norme in materia di pesca e ha proceduto al sequestro degli strumenti utilizzati dai due per pescare illegalmente.
Prima di procedere agli adempimenti di rito, gli agenti della Polizia Locale hanno salvato i pesci ancora in vita al momento dell’intervento, tra cui, come ricordato, alcuni esemplari di carpa regia, rintroducendoli nelle acque dalle quali erano stati abusivamente prelevati.
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