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Bper, una cinquantina di uscite ma anche nuove assunzioni

Stefano Ciervo
Bper, una cinquantina di uscite ma anche nuove assunzioni

Le ricadute nel Ferrarese dell’accordo di gruppo: priorità agli ex Carife che avevano già fatto domanda

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Bper prepara l’ingresso di 550 nuovi assunti in un triennio, a fronte di 1.100 uscite “fresche”, e il territorio ferrarese sarà coinvolto in maniera non secondaria da queste novità. Sono infatti in lista per lasciare volontariamente la banca almeno una cinquantina di ex Carife in graduatoria già dalla precedente tornata di avvicendamenti, che saranno sostituiti da nuovi assunti; i numeri andranno comunque verificati a livello territoriale. Tra i contenuti dell’accordo sindacale siglato l’altra sera ci sono anche il rimborso chilometrico puntuale al posto di quello forfettario e consenso per trasferte dei lavoratori da tutelare; previdenza e sanità extra (network Unisalute esteso a tutti, ad esempio).

i numeri

I contenuti generali dell’accordo sono stati resi noti ufficialmente da Bper. Si prevede l’uscita di «1.700 risorse», cioè addetti, «anche tramite il ricorso al Fondo di solidarietà, a fronte di «550 nuove assunzioni, anche con specifiche competenze professionali, e la stabilizzazione di 300 contratti a termine, con attenzione verso i territori ove è presente il gruppo». In realtà, sottolinea Nicola Cavallini, responsabile nazionale Fisac Cgil del gruppo Bper, le nuove uscite sono «1.100, perché le altre 600 derivano dagli accordi successivi all’operazione Ubi-Intesa»; inoltre l’accordo prevede anche «l’assunzione di tutti gli apprendisti attualmente presenti nel gruppo, si tratta di 122 persone» aggiunge il sindacalista.

gli sviluppi

Ferrara è coinvolta soprattutto per la presenza degli ex Carife, anche se la suddivisione territoriale di uscite ed entrate non è definibile, eccezion fatta per zone ad alto rischio occupazionale, come gran parte del Sud e la Sardegna: lì è prevista una “riserva” territoriale di nuovi ingressi. «Possiamo già dire che gli ex Carife che avevano già presentato domanda nel programma di uscite 2019-21 e non erano entrati in graduatoria, stavolta avranno priorità nella finestre di uscita trimestrali a partire dal giugno 2022 - dice ancora Cavallini - Si tratta di diverse decine di persone, almeno una cinquantina. Non ci sono certezze di tipo territoriale sulle assunzioni conseguenti, ma abbiamo inserito dei vincoli sulle competenze e la tempestività delle sostituzioni». I posti lasciati vacanti nelle filiali provinciali dovrebbero insomma essere integrati.

L’intesa, che sarà illustrata dai sindacati con assemblee online (la Fisac l’ha convocata il 4 gennaio), è un «anticipo del Piano industriale: sul 2022 si è in attesa di sviluppi sul fronte Carige» conclude Cavallini.

Stefano Ciervo

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