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Un Natale originale con le 33 renne dell’artista Menegatti

Katia Romagnoli

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CODIGORO. La magia del Natale quest’anno è stata esaltata da 33 magnifiche renne illuminate che tra Codigoro e frazioni, ma anche a Goro e a Porto Garibaldi conferiscono un tocco di colore, originalità e creatività a presepi, abeti addobbati e allestimenti natalizi. Le renne, opera dell’artista codigorese Enrico Menegatti, sono tutte state realizzate con rami e pezzi di tronchi spiaggiati dal mare sulla battigia del Lido di Volano. A Pontelangorino, lungo la via per Caprile, si possono ammirare alcune renne in cammino accanto a un’imponente giraffa. Nei presepi allestiti a Codigoro e nelle frazioni, ma anche davanti alla chiesa di Volano, non mancano le renne illuminate, ambasciatrici delle festività natalizie. Sono occorsi 37 giorni all’artista codigorese, per realizzare le originali sculture, ’nate dal mare’come il delfino, la foca, San Giorgio con il Drago, sino all’ultima creatura, il leone Donnarumma, che ha richiamato, la scorsa estate, anche l’attenzione di Linea Verde (Rai Uno). “È la Natura a consegnarmi le sculture, non sono io a scolpirle. Giro in spiaggia – ammette Enrico Menegatti–, fino a che non vedo un legno che mi ispira. Si parte sempre dalla testa, poi la ricerca si estende alle altre parti del corpo dell’animale».

Nell’arte di Menegatti entra in gioco anche il principio del riuso e del riciclo, aspetto trascurato da chi invece apprezza la bellezza di sculture talmente espressive da sembrare vere, benché realizzate con pezzi di legno trasportati a riva dalle mareggiate. «Con fili di ferro, viti e chiodi – prosegue Menegatti –, anche quelli di recupero dalle pedane o da piccole, vecchie imbarcazioni trascinate a riva, riesco a dare forma alle sculture. La Marina di Goro mi ha chiesto di realizzare anche un coccodrillo, per addobbare l’area dei diportisti».

Dopo la vittoria, nel 2000, del Premio Arte Mondadori, con l’olio su tela “Controluce”, Menegatti ha voluto testare nuovi orizzonti artistici, unendo talento, originalità e creatività. «Quella vincita – dichiara ancora l’artista codigorese – è stato uno sprone per decidere di mettermi di nuovo alla prova, attraverso un altro percorso, per sciogliere le briglie alla mia vena artistica. Nessuno aveva dato retta alla “Natura” con la “N” maiuscola. Ho voluto mettermi in gioco facendo da tramite tra la Natura e l’opera finita».

Katia Romagnoli

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