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la sanzione 

A fare tremare anche l’arrivo di una procedura d’infrazione

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A dicembre 2020 il nostro Paese ha ricevuto una lettera di messa in mora e dal momento che nulla è stato fatto da allora, pare proprio che Bruxelles intenda proseguire con la sanzione; a meno che l’Italia non adegui la gestione delle concessioni demaniali marittime al diritto europeo, che significa riassegnarle tramite gare pubbliche, come appunto il governo Draghi pare intenzionato a fare anche usando la minaccia della procedura di infrazione come spauracchio. Tuttavia, non sarà facile trovare una mediazione tra le forze di maggioranza che sul tema hanno posizioni diverse: proprio per questo, è alto il rischio che la questione balneare diventi oggetto di trattative e accordi politici, proprio in un mese molto delicato per il parlamento che dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica.

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