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Quattro anni di episcopato «belli e terribili»

Quattro anni di episcopato «belli e terribili»

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Ci sono stati degli episodi particolari nei quattro anni di episcopato di monsignor Negri in diocesi definiti da lui «bellissimi e terribili» che riassumiamo con alcune sue dichiarazioni.

3 marzo 2103: ingresso in diocesi da arcivescovo di Ferrara-Comacchio. «Vogliamo essere un popolo di laici, come disse Benedetto XVI, nella visita a S. Marino, vivi e attivi, creativi, intraprendenti, non cerchiamo egemonie o potere, ma solo la suprema e grande libertà di essere, di esistere».

29 giugno 2013: la polemica sulla movida davanti al sagrato della Cattedrale. «Certamente non consentirò più e studieremo i modi, che la piazza della Cattedrale, corpo unico con la cattedrale stessa, possa servire a queste vicende che sono postribolo a cielo aperto».

14 agosto 2014: solidarietà con i cristiani trucidati a Mosul e la decisione di esporre un grande striscione nella porta di ingresso dell’arcivescovado in corso Martiri: «Uno striscione, con il simbolo arabo della n, ossia nazareno, lo stesso che i miliziani dell’Isis, hanno disegnato sulle porte delle case dei cristiani a Mosul. Ci sentiamo una cosa sola con questi nostri fratelli e sorelle».

25 novembre 2015: la telefonata carpita in treno contro Papa Francesco e alcuni vescovi. «Questo nuovo episodio spiega tutto l’odio teologico contro la Chiesa».

9 ottobre 2016:discorso sulla fecondazione eterologa. «C’è la decisione, nell’ambito della nostra Regione, di acquistare da banche del seme estere gameti per poi distribuirli gratuitamente a quanti vorranno servirsene per promuovere la fecondazione eterologa».

13 novembre 2016: chiusura porta anno santo e omaggio al pontefice. «Solo un Papa come Francesco poteva ideare un giubileo sulla misericordia e io gliene sono grato, perché ha portato frutti per il presente e per il futuro e la nostra diocesi ha risposto molto bene».

26 novembre 2016: giorno delle dimissioni da vescovo rassegnate per il compimento dei 75 anni di età. «Ho dato un’identità ai cattolici ferraresi».

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