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Ferrara

Il Piano urbanistico slitta di diversi mesi Stop nuove varianti

S.C.

Saltata la prima scadenza della Regione con il bando Pug ancora da chiudere 

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il caso

Il nuovo Piano urbanistico generale del Comune comincerà a prendere forma a 2022 ben avviato, non rispettando così la prima delle scadenze indicate dalla Regione. Le conseguenze dipendono dalle esigenze del mercato delle costruzioni, che al momento non sembra pressare alla porta di Palazzo Municipale, ma certo Ferrara perde qualche elemento di flessibilità dei suoi strumenti urbanistici, come la possibilità di avviare l’iter di varianti, a meno che non ci siano di mezzo progetti di rilevanza strategica, come quelle legate al Pnrr.

i nodi

Un mese e mezzo fa la Regione ha ribadito il «termine perentorio» per la conclusione della prima fase del periodo transitorio di quattro anni verso la nascita dei nuovi Pug, fissata all’1 gennaio 2022, entro il quale si doveva «predisporre e avviare l’iter approvativo», elencando anche cosa succede a chi non lo rispetta. Ferrara è rientrata nel novero di chi non ce l’ha fatta, anche perché, come ha spiegato di recente in Consiglio comunale l’assessore Nicola Lodi, a novembre è andato deserto il bando per l’affidamento all’esterno della redazione degli elaborati dello stesso piano e del Regolamento edilizio. Importo troppo basso, hanno tuonato le opposizioni, ne è seguita una polemica: fatto sta che il nuovo bando emesso prima delle feste è dotato d’importo quasi doppio, quasi 275mila euro. Il termine per la presentazione dell’offerta è stato indicato dal dirigente dell’Urbanistica, Fabrizio Magnani, dopo metà gennaio, tanto che il 20 è già prevista la prima seduta della commissione di gara per analizzare le offerte. Il partner scelto affiancherà l’Ufficio di Piano fino all’adozione del Pug, per un periodo indicato in 540 giorni dalla data di esecuzione del contratto.

i vincoli

Cosa è possibile fare e cosa non in attesa dell’assunzione da parte della giunta comunale della proposta di Piano, completa degli elaborati, lo elenca la delibera regionale del 18 novembre scorso. «Non possono essere attuati solo le nuove lottizzazioni di ogni destinazione funzionale e gli interventi residenziali (a libero mercato) previsti dalla pianificazione urbanistica vigente - si legge nella sintesi - mentre rimangono pur sempre realizzabili singoli insediamenti aventi destinazione funzionale diversa dal residenziale cui apposite disposizioni riconoscono una rilevanza strategica e, per tale ragione, sottopongono a procedure approvative speciali, tra cui i progetti finanziati dal Pnrr». Nuove espansioni private, insomma, devono mettersi in coda, ma agli uffici non risultano pressioni particolari in questa fase: l’attenzione sembra in effetti concentrata sugli interventi del 110%, che hanno fatto lievitare da 40 a 360 le pratiche mensili.

Restano inoltre possibili gli interventi già previsti in Psc, Poc e Rue, quelli di riuso e rigenerazione, le convenzioni dei piani attuativi e i Pua già approvati, con alcune limitazioni temporali.

S.C.

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