Giochi Olimpici blindatissimi Tutti dentro una bolla sanitaria
pechino. Le Olimpiadi più blindate di sempre. Così possono essere definite quelle invernali di Pechino che cominceranno fra un mese, il 4 di febbraio. Il Covid non è ancora un brutto ricordo, ma una triste realtà e la capitale del paese dove tutto è cominciato si adegua. Questi Giochi del 2022, in una città che diventerà la prima in assoluto ad aver ospitato sia l’edizione estiva (nel 2008) sia quella invernale, avranno un’esposizione insolita, sullo sfondo del boicottaggio diplomatico, del coronavirus e delle domande sul destino della tennista Peng Shuai. Ma a Pechino in questi giorni sono attenti a evitare le polemiche, anche se il ministro degli Esteri Wang Yi ha avvertito che «la manipolazione politica di alcuni paesi e di politici occidentali non danneggerà l’entusiasmo di questa Olimpiade, ma sottolineerà solo la loro nullità. E, inevitabilmente, certi paesi pagheranno il prezzo delle loro azioni equivoche: lo sport non ha nulla a che vedere con la politica».
Comunque è alla pandemia che bisogna dedicare le energie maggiori, vista la situazione e le paure di tanti atleti, come la portabandiera azzurra Sofia Goggia che ha confessato di avere «una paura terribile di prendere il virus» e quindi di non poter gareggiare dopo tutti i sacrifici fatti per esserci. Così la Cina mette in atto una strategia di eradicazione totale del Covid-19 nel paese, e per questo ha istituito una bolla sanitaria per i circa tremila atleti e tutte le persone, famiglia olimpica compresa, coinvolte nell’evento. Non ci saranno eccezioni o sconti, sarà una sorta di lockdown olimpico rigido quasi quanto quello che, negli ultimi giorni, ha riguardato la città di XìAn (13 milioni di abitanti) in nome della strategia “Covid Zero” adottata dal governo centrale al minimo sintomo dell’emergere di un focolaio. Bisogna quindi usare ogni mezzo, Olimpiade o meno, per sopprimere qualsiasi diffusione del virus attraverso severe restrizioni alle frontiere, lunghe quarantene e blocchi mirati.
«Siamo preoccupati» – ha ammesso David Shoemaker, segretario generale del comitato olimpico canadese –. Omicron non dovrebbe essere all’origine di quest’ultimo focolaio, relativamente piccolo rispetto ad altri Paesi, ma questa variante altamente contagiosa costituisce una nuova sfida per gli organizzatori dei Giochi. Ma riteniamo che Pechino 2022 possa ancora svolgersi in sicurezza».
Intanto una delle conseguenza di Omicron è stata che le stelle dell’hockey ghiaccio, i giocatori del campionato nordamericano della Nhl, hanno deciso di non prendere parte ai Giochi. Se fossero andati, avrebbero dovuto anche loro sottoporsi al drastico protocollo stabilito dagli organizzatori.
Sui campi di gara ci saranno spettatori, ed è una novità rispetto a Tokyo, ma dovranno essere solo ed esclusivamente cinesi, e indossare tutti la mascherina.
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