«Noi industriali preoccupati Subito gli screening ai privati»
Valter Caiumi, presidente Confindustria sul “sistema tamponi” ormai al collasso «Migliaia di persone bloccate in casa: si riconosca la validità dei test per il fine isolamento»
L’appello
Il sistema tamponi è ormai in tilt da settimane dopo che il contagio ha ripreso a correre velocemente, con migliaia di persone «intrappolate» nelle loro case in attesa di prenotazione dei tamponi e della diagnosi di essi che si traducono in «percorsi infiniti di fine quarantena». E allora Valter Caiumi, presidente Confindustria Emilia, lancia un appello perchè ormai «siamo sopra al limite: è necessario unire tutte le forze per continuare a favorire screening di prevenzione e garantire l’operatività della società». «Come imprenditori - sottolinea Caiumi - esprimiamo preoccupazione e chiediamo di liberare migliaia di persone e famiglie da questo calvario burocratico che è il primo freno inibitore alle politiche di prevenzione che le imprese stanno continuando ad adottare per contribuire alla sicurezza dei luoghi di lavoro , e non solo naturalmente».
Il presidente Confindustria si sofferma sul fatto che ad oggi ci sono, tra chi è ancora in quarantena «migliaia di individui che non vengono sottoposti a tamponi in tempi rapidi», «relegati ad un regime di isolamento in conseguenza del carico di lavoro e di un modello, ormai ingestibile, che grava sulle strutture pubbliche».
Occorre un cambio di passo, perchè spiega Caiumi «ci troviamo oggi, all'inizio di questo nuovo anno, in attesa della imminente ripartenza delle attività produttive dalla prossima settimana, con il rischio sempre più concreto di vedere intrappolate nelle abitazioni migliaia di persone, che godono di un ottimo stato di salute» e « che restano bloccate in attesa di prenotazione, effettuazione del tampone, tempi di attesa per diagnosi e liberatorie: percorsi infiniti di fine quarantena». Tutto questo «rischia di bloccare l’operatività delle imprese - sottolinea Caiumi - non stimola prevenzione individuale e rischia di compromettere il buon esito delle campagne di screening aziendali, che iniziano la settimana prossima». Apre alla Regione affinchè, come deciso da altre «consenta da subito il ricorso alle strutture private» e per bilanciare il collasso del pubblico «riconosca la validità di test antigenici e molecolari in strutture private, per la valutazione del termine dell’isolamento di un caso confermato Covid». «Perchè - chiude Caiumi - non è pensabile che il ricorso al supporto delle strutture private resti confinato, come avvenuto lo scorso 29 dicembre, alla sola entrata nella quarantena», come riferito, dopo Natale, dalla circolare della Regione alle strutture sanitarie.
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