Una panchina ricorda gli anni dello storico forno di Bruno Mattioli
SANT’AGOSTINO. La prima era stata la panchina storicamente situata all’esterno della tipografia di Amleto Michelini, nell’antico Rione Galletto. Ora è la panchina situata vicino allo storico forno Mattioli, altro punto di ritrovo per decenni di Sant’Agostino. E questa volta il recupero della panchina è qualcosa di personale per Davide Mattioli, professionista santagostinese che del fornaio Bruno era figlio.
Non poteva non ricevere apprezzamenti e commenti il post di Mattioli in cui immortala la panchina riverniciata con tanto di targa a ricordo dell’attività del padre, chiusa nel 2015 dopo ben 49 anni di attività. “Se la panchina Michelini – ha scritto Mattioli – appartiene al Rione Gallo (ma forse appartiene al paese) questa panchina recuperata la sento ancor più mia... con nostalgia”. D’altronde, anche questa seduta era nella stessa zona, praticamente di fronte a quella della tipografia Michelini. Nel forno in mezzo secolo di apertura c’è passato un intero paese e non solo, quella panchina era il luogo delle chiacchiere, del gossip e così dopo tanto tempo è sembrato logico recuperarla, riverniciarla con il classico verde che contraddistingue anche il Cs Sant’Agostino, apponendovi una targa.
IL FORNO
Era il dicembre del 2015 quando chiuse una bottega storica di Sant’Agostino: il forno Mattioli del Rione Gallo. Dopo 50 anni ininterrotti Bruno decise di tirare giù la serranda, a 75 anni e a malincuore, perché le forze ancora non gli mancavano per lavorare anche diciotto ore consecutive, come avviene da sempre il venerdì giorno di “doppia” e perché il distacco dai suoi clienti che da generazioni lo seguivano era difficile e c’è voluto tempo per assorbirlo. Mattioli a Sant’Agostino era arrivato nella primavera del 1966, a 25 anni, dopo che per undici era stato garzone in un forno di Finale Emilia, suo paese d’origine. Li subentrò a un’attività di fornaio che era già all’epoca considerata storica: il famoso forno Busi, attivo dai primi del ’900; apportò le necessarie migliorìe mantenendo sempre viva la tradizione ereditata da Zeffirino Busi, unita alla fantasia di un giovane intraprendente amante del suo lavoro. E così fino al 31 dicembre 2015, quando dopo aver preso atto che anche i tempi e le abitudini della gente sono cambiati nella spesa di tutti i giorni, decieo fra i mugugni degli affezionati clienti di fermarsi. Una curiosità: nel 2004 Bruno già in pensione decise di fermarsi ma dopo un anno riaprì l’attività nello stesso forno da dove aveva iniziato, con la stessa energia perché alla vita da pensionato non si sentiva ancora pronto.
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