«Degrado nelle case popolari» Scatta la denuncia del Sunia
Ravani: 700 alloggi hanno bisogno di lavori urgenti, 1.300 sono vuoti A rischio parte del patrimonio immobiliare costituito da 7mila appartamenti
Marcello Pulidori
Un patrimonio costituito da circa 7mila appartamenti (distribuiti tra Ferrara e la sua provincia) e, tra questi, una buona fetta afflitta da problematiche annose. Se in altre parti del Paese la vera emergenza è costituita dagli sfratti, Ferrara non vive, perlomeno per il momento, questo passaggio storico. Ma, diciamo così, ha altro cui pensare. E non di minor conto: le condizioni degli appartamenti che gestisce.
il caso
Più del caso sfratti, difatti, si deve parlare del caso manutenzione alloggi. E in particolare degli alloggi gestiti, per conto dei Comuni del Ferrarese, da Acer, l’azienda casa che ha sede in Corso Vittorio Veneto. È la situazione evidenziata ieri dal Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari). È stato il segretario dello stesso sindacato, Maurizio Ravani, a sciorinare, con accenti preoccupati, una serie di cifre e dati destinati a fare riflettere gli addetti ai lavori ma anche a gettare un sasso nello stagno della grande emergenza abitativa. Situazioni che riguardano l’ex Iacp (lo storico Istituto Autonomo Case Popolari), oggi ( da tempo per la verità) trasformatosi in Acer, Azienda Casa Emilia Romagna.
Dati e cifre
Dati e cifre di sicuro interesse e che prefigurano un quadro chiaro. Tanto che ne bastano alcuni, di questi dati: 450 alloggi vuoti, 250 accantonati per gli alti costi di manutenzione, 150 case (sempre gestite da Acer per conto dei Comuni) i cui lavori sono già stati affidati a ditte esterne e che risultano attualmente vuoti. E, di seguito, altri 230 alloggi all’interno dei quali sono in corso lavori di ristrutturazione; mentre sono 240 quelli attualmente affittabili e 25 quelli per i quali sono stati elargiti denari (da parte della Regione o dei Comuni) ma nei quali non c’è traccia di lavori. Insomma, una situazione un poco all’italiana. Malgrado gli sforzi compiuti da Acer nel corso degli ultimi anni, conti alla mano, per tenere in buono stato questi immobili.
le parole di ravani
«Per la buona parte di questi appartamenti – dice Ravani, ormai un esperto del settore – e cioè possiamo parlare di oltre 700 alloggi sarebbe ampiamente tempo di passare a interventi urgenti di manutenzione. Si tratta di case che, altrimenti, rischiano di deperire sotto molti punti di vista: la pulizia, la stessa condizione igienica. Per non parlare d’altro». A questi vanno aggiunti altri alloggi, numerosi, che seppur abitati avrebbero bisogno di “cure” immediate. E non di poco conto.
nessun mistero
«Sta di fatto – dice ancora il segretario del Sunia di Ferrara – che su 7mila appartamenti gestiti da Acer oltre 1. 300 risultano vuoti. Se si fosse in grado di sistemare in tempi abbastanza rapidi questa consistente parte di alloggi – prosegue Ravani – il patrimonio immobiliare gestito da Acer per conto dei Comuni del Ferrarese sarebbe più al sicuro e sarebbe inoltre possibile dare risposte adeguate alla richiesta abitativa che da anni attanaglia il territorio».
le conclusioni
Non è un mistero, né Ravani ne fa mistero, che il rischio dietro l’angolo è quello di «buttare via degli alloggi sì vecchi, anche risalenti agli anni Trenta o Quaranta, ma ancora capaci, se ristrutturati, di rispondere efficacemente al bisogno di casa a Ferrara e provincia».
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