L’arcivescovo ricorda la bontà di don Isaia «Fedele sino alla fine»
DOGATO. «Ha resistito finché ha potuto nel servizio pastorale e non ha voluto lasciare la parrocchia e la scuola materna a cui teneva moltissimo, se non quando davvero le forze non lo reggevano più e stava diventando inabile». Con queste parole, l’arcivescovo della diocesi di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha ricordato durante la cerimonia funebre svolta a Vedegheto, il paese natale nel Bolognese, don Isaia Rossi, parroco per 23 anni (dal 1993 al 2016) di San Vito e Dogato, mortolo scorso 24 dicembre a quasi 96 anni.
Ghizzoni lo ha ricordato come un sacerdote attento alle sue parrocchie fino alla fine dei suoi giorni. «Ho conosciuto don Isaia Rossi soprattutto per i dialoghi che periodicamente facevamo o in vescovado o quando andavo a trovarlo a Dogato o in occasione delle celebrazioni nelle sue parrocchie – ha detto l’arcivescovo nella sua omelia –. Mi ha dato l’impressione di essere un sacerdote buono, diligente, fedele ai suoi compiti, ordinato nelle attività pastorali e pratiche, disponibile al dialogo, preoccupato dell’annuncio del vangelo anche ai lontani che non volevano avere rapporti con la Chiesa».
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