Scuole chiuse e retta della mensa I genitori chiedono lo sconto
A Formignana è stato possibile applicare una riduzione Non così a Tresigallo per il numero di giorni di servizio fruiti
il caso
Protestano alcune famiglie degli alunni delle scuole di Tresignana. I plessi delle elementari e delle medie sono stati chiusi dal 13 dicembre su decisione di sindaco e dirigente scolastica a causa di numerosi contagi tra gli allievi, con conseguente attivazione della Dad fino alle feste natalizie. I genitori hanno poi accolto con disappunto la comunicazione della Cooperativa Sociale Il Germoglio del 23 dicembre che, insieme agli auguri, informava le famiglie che la retta del servizio di refezione (gestito dalla Cooperativa) sarebbe stata applicata per intero, senza sconti, dovendo la cooperativa coprire comunque i costi fissi. «Ma dobbiamo pagare la tariffa piena – è la lamentela – per soli sei giorni di mensa».
In realtà, interviene il direttore del Germoglio Biagio Missanelli, alle famiglie del plesso di Formignana è stata inviata una lettera successiva per informarle che sarebbe stato applicato uno sconto sul servizio mensa, scalando dalla tariffa piena una cinquantina di euro. Riduzione che invece, non è stato possibile applicare per la scuola di Tresigallo: «Il regolamento, che le famiglie sottoscrivono, prevede che la tariffa possa essere decurtata nel caso il servizio venga erogato per meno di cinque giorni in un mese. Abbiamo quindi deciso di venire incontro alle famiglie di Formignana, che avevano usufruito di 6 giorni di mensa, forzando un po’ il regolamento. A Tresigallo invece la chiusura è stata più breve, e il servizio di mensa è stato erogato per 10-12 giorni, e non siamo stati in grado di applicare sconti». Il servizio di mensa, ricorda ancora Missanelli, prevede per la cooperativa costi fissi che devono essere coperti: dipendenti, struttura, logistica. «Cerchiamo di venire incontro a tutte le esigenze, ma siamo tutti in difficoltà – sottolinea – Noi li addetti li abbiamo pagati lo stesso, senza ricorrere alla cassa integrazione, inoltre per il doposcuola non possiamo contare su altre risorse o contributi al di fuori dalle rette. E, ricordiamo, tra gli utenti del servizio ci sono anche alcune famiglie che si trovano in stato di bisogno, e non riescono a pagare».
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