Una via o una piazza per Giglio «I tempi sono ormai maturi»
Luciani, amico fraterno del compianto sindaco Zarattini, sollecita le associazioni «Ma la stessa amministrazione comunale dovrebbe farsi promotrice»
COMACCHIO. Una piazza dedicata alla memoria di Giglio Zarattini, indimenticato sindaco di Comacchio, stroncato da un infarto il 6 dicembre 2004, a soli 46 anni, mentre, appunto da primo cittadino, era in riunione a Bologna, nell’ufficio dell’ex sottosegretario alla regione Emilia Romagna, il ferrarese Alfredo Bertelli.
L’IDEA
L’idea è partita dal basso e sta prendendo vigore in laguna, dove, a distanza di 17 anni dalla prematura scomparsa, il ricordo per il sindaco artista, che si era laureato all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, sotto la guida di Emilio Vedova, è ancora vivo e profondo.
La proposta di intitolare a Zarattini una piazza o una via della Cittadella dello Sport o in centro storico piace all’amico fraterno, Franco Luciani, scrittore appassionato cultore della storia locale, autore di testi teatrali, nonché regista e curatore delle mostre pittoriche dedicate proprio all’ex sindaco.
«Giglio per me era come un fratello, andavo da lui quasi giornalmente per discutere di stili, ho allestito le sue mostre, curandone i cataloghi. Il tempo è sicuramente maturo – prosegue Franco Luciani – per dedicare una piazza o una via a Giglio e potrà avere più peso l’iniziativa promossa da un’associazione o da più associazioni, più che da un gruppo di persone. Giglio si è speso tanto per la sua città e per la sua crescita culturale e turistica. Dovrebbe essere l’amministrazione comunale stessa a farsi interprete dell’idea».
Come previsto dalle norme toponomastiche nazionali, i nomi di vie o piazze a persone illustri decedute possono essere attribuiti una volta decorsi i dieci anni dal decesso.
Anche per Michele Farinelli, giovane segretario locale del Partito democratico, eletto un mese fa, «l’idea d’intitolare una piazza o una via a Giglio Zarattini è sicuramente molto bella e sentita a Comacchio. Potrebbe ottenere il sostegno ampio della cittadinanza – prosegue Farinelli –; a metà mese si riunirà il direttivo locale del partito e parlerò di questa iniziativa. Non ho avuto la fortuna di conoscere Giglio personalmente – conclude il giovane segretario del Pd comacchiese –, ma una piazza o una via con il suo nome sarebbe un doveroso tributo alla sua memoria».
LA MAMMA
Commosse, accolgono con favore l’idea anche Linuccia, moglie del compianto sindaco, e Luciana, la mamma.
«Tutti lo ricordano con tanto affetto – riconosce mamma Luciana –, mio figlio ha fatto tanto del bene, era sempre in mezzo alla gente, sempre presente, quando doveva andare, non mancava mai. È motivo di gioia pensare che possa essergli dedicata una via o una piazza».
Quando Giglio Zarattini è stato colto da malore fulminante, stava discutendo in Regione delle care valli di Comacchio, un patrimonio culturale e identitario, che l’allora primo cittadino aveva caro quanto la Casa Museo Remo Brindisi, fucina dell’arte del secolo scorso, punto di riferimento dei più grandi artisti e critici d’arte del suo tempo, che egli ebbe la fortuna, in gran parte, di conoscere e frequentare, dallo stesso Brindisi a Guttuso, da Nanda Vigo a Lucio Fontana e molti altri ancora.
«Giglio è stato un artista geniale e raffinato – ricorda l’amico fraterno Franco Luciani –, dotato di eccellente tecnica pittorica, ha raffigurato quasi sempre sembianze umane, evanescenti, con volti a due occhi, mantenendo sullo sfondo il legame con un territorio stilizzato tra canali, barche, ponti, fiocinini e bolaghe».
Piano dell’arenile, piano regolatore generale, idrovia, rilancio del turismo sono le grandi problematiche sulle quali da sindaco Zarattini si è cimentato, guardando con lungimiranza allo sviluppo del territorio, ma ponendo la crescita culturale al centro.
Katia Romagnoli
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