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CODIGORO 

Valle della Falce resta interdetta E sale la protesta dei cacciatori

Piergiorgio Felletti
Valle della Falce resta interdetta E sale la protesta dei cacciatori

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CODIGORO. – C’è un tempo per parlare e un altro per andare a caccia. E il tempo delle discussione ormai è esaurito.

I cacciatori di Codigoro e Mesola, supportati dalle associazioni venatorie provinciali, sono sul piede di guerra e contestano l’operato, meglio, l’inattività del Comune di Codigoro, che non consente loro di andare a caccia nella Valle della Falce a Volano.

La motivazione del diniego dell’assenso-nulla osta comunale, che consentirebbe al competente servizio regionale di concedere l’autorizzazione per la pratica venatoria anche in quell’area pre-Parco del Delta del Po, riguarderebbe la non competenza dell’ente locale sulla procedura di rilascio. Contraria la posizione dei cacciatori, che, invece, a termini normativi e regolamentari, fra l’altro già applicati dal Comune di Goro, ritengono che il rilascio dell’assenso-nulla osta dovrebbe essere automatico.

LA CARICA DEI 17

Per questo i 17 cacciatori del territorio coinvolti non ci stanno e intendono far valere le loro ragioni, ipotizzando anche l’avvio di un’azione risarcitoria nei confronti del Comune, in quanto finora hanno dovuto corrispondere a Regione ed Ente Parco del Delta del Po significative risorse per il rilascio delle necessarie autorizzazioni e licenze di caccia. Riservandosi anche l’eventuale presentazione di un esposto alla procura della Repubblica, ipotizzando al riguardo un’omissione di atti d’ufficio.

Per illustrare la posizione del movimento venatorio territoriale e provinciale, si sono dati appuntamento ieri a Codigoro, Sergio Frasson, presidente Enalcaccia provinciale che organizza 240 soci, nonché delegato dalle associazioni venatorie provinciali nella consulta dell’Ente Parco del Delta del Po, il presidente dei cacciatori di Codigoro, Enzo Boarini, Pasquale Benazzi, presidente dei cacciatori di Mesola, e Giuseppe Trasforini, rappresentante locale di Federcaccia, alla quale aderiscono circa 2.000 associati a livello provinciale.

INCONTRO SENZA ESITO

Puntigliosa e dettagliata l’illustrazione della vicenda da parte di Frasson, che ha sottolineato come «un recente incontro con il sindaco Alice Zanardi e alcuni assessori per discutere del motivo per cui a Codigoro non si può cacciare, è stato infruttuoso, non avendo avuto successive comunicazioni in merito». d ha aggiunto che «un regolamento attuativo per l’esercizio della pratica venatoria a posto fisso nelle zone di pre-Parco già esiste, prima redatto dalla Provincia, quindi più di recente dall’Ente Parco del Delta del Po, per cui riteniamo non ci siano impedimenti al rilascio dell’assenso-nulla osta da parte del Comune».

Inoltre, i partecipanti hanno lamentato, oltre a un consistente esborso economico non solo per il pagamento di oneri richiesti da Regione e Parco del Delta, anche che nel corso dell’attuale stagione venatoria che si chiuderà il 31 gennaio prossimo, non abbiano avuto la possibilità di sparare neppure un colpo. Di certo, hanno concluso «siamo determinati ad andare fino in fondo».

Piergiorgio Felletti

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