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cronaca

Il prete accusato di abusi, nuove intercettazioni e altre testimonianze

Il sacerdote imputato per presunte violenze compiute a Enna e da tempo trasferito  a Ferrara. In aula a fine mese le istanze della difesa 


06 gennaio 2022


Il processo entra nel vivo e il prossimo 27 gennaio ci sarà il primo vero confronto tra accusa, difesa e parte civile, le presunte vittime degli abusi di cui è accusato un sacerdote siciliano, don Giuseppe Rugolo per fatti accaduti 10 anni fa a Enna, e dopo tanti anni dal deposito delle denunce, trasferito a Ferrara dove vive, studia e lavora.

A ridosso di Natale, all’udienza del 23 dicembre, accusa e parti civili (il ragazzo e i familiari) hanno depositato documenti, intercettazioni e copia di testimonianze, che poi avevano indotto la difesa del sacerdote a chiedere tempo per studiarli: così il processo riprende il 27 gennaio prossimo quando dicevamo entrerà nel vivo il primo confronto tra le parti.

Con la posizione della difesa del sacerdote rappresentata dall’avvocato Denis Lovison, che respinge le accuse di abusi sessuali per il prete, come del resto aveva già evidenziato il sacerdote nel lungo interrogatorio cui si era sottoposto con gli inquirenti durante le indagini.

Ora dunque la verifica processuale, con una lunga lista testimoni, oltre una 40ina, per fatti che come recita il capo di imputazione sono avvenuto tra il 2009 e il 2011, e che avevano portato dopo le indagini la procura a chiedere e ottenere il giudizio immediato per il sacerdote davanti al tribunale di Enna. Processo che vede tra le parti, chiamati come responsabili civili, la diocesi di Piazza Armerina e parrocchia San Giovanni dove il sacerdote aveva compiti di gestione dei Crest, i campi solari estivi, prima di essere sacerdote.

Bene, alla prossima udienza dicevano verranno verificate le intercettazioni depositate sulle quali, come avviene, la difesa chiederà una perizia, per consentire ad un tecnico di valutarne la genuinità. Fin dai primi atti di questa vicenda, don Rugolo ha ribadito di rigettare l’immagine di prete pedofilo, ma dopo le denunce e le indagini, per le accuse che gli venivano mosse, lui che nel 2019 era stato trasferito dalla Diocesi di Enna a quella di Ferrara-Comacchio, oltre un anno fa al termine delle indagini, è stato arrestato e posto ai domiciliari, qui nel Ferrarese. Ora il processo che il suo legale ribadisce essere il luogo in cui verificare le accuse a partire da dai documenti prodotti, da verificare alla prossima udienza.

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