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La “comunione” con Negri «Così cadono le differenze»

Le parole in nome di don Giussani del cardinale Zuppi e il messaggio del Vaticano Sul sagrato sale un coro spontaneo sul brano composto per il prelato scomparso


06 gennaio 2022 Margherita Goberti


Ieri mattina al termine della funzione religiosa la bara del vescovo emerito Luigi Negri trasportata a spalle da otto sacerdoti era già stata posizionata nel carro funebre pronto per l’ultimo viaggio verso Milano, ma sul sagrato della chiesa di San Francesco dove si erano radunati tutti i fedeli, si era fatto il silenzio e nessuno si muoveva. Ad un tratto si alza un canto dolcissimo, una voce sola, quella di Benedetto Chieffo figlio di Claudio musicista ed autore del brano “E verrà” amico del vescovo emerito, che l’aveva composto proprio per lui. Il canto è contagioso; prima si associano alcune voci poi tutto il Coro di Comunione e Liberazione che non si aspettava questo fuori programma ma volentieri si unisce a Benedetto perché conosce le parole: «E verrà come il sole che sorge ogni mattino, volerà come il vento che vola lontano canterà come canta un bambino, correrà come chi vuole dirti: È vicino. Il Signore è qui». Il canto è terminato ma Benedetto ne intona un altro, si chiama “Di più” ed è sempre di suo padre ed il coro lo segue con lo stesso trasporto. È un momento magico, di grande significato spirituale, un saluto straordinario, inaspettato e per questo ancor più grande che sembra collegarsi alle parole che il cardinale di Bologna Matteo Zuppi ha pronunciato durante l’omelia.

«Quando perdiamo la presenza di una persona visibile – ha esordito – cerchiamo quella invisibile ed il legame che ci unisce al Signore diventa una comunione completa». Su questo termine «comunione» inteso come quello con i Santi, Zuppi ha insistito moltissimo, riprendendolo diverse volte per esprimere diversi concetti. «Credo la comunione dei Santi perché definiti mendicanti di vita di Cristo – ha proseguito – mendicanti del cuore come disse don Giussani, e la comunione è un esigente faticoso sforzo di fedeltà. Solo la comunione permette che le differenze siano abbattute e più siamo diversi più deve crescere la comunione, tutti diversi ma tutti fratelli e sorelle esseri insostituibili».

E comunione c’è stata anche a San Francesco dove si sono ritrovati il vescovo di San Marino, il ferrarese Andrea Turazzi con lo stendardo, il vescovo emerito Paolo Rabitti, i vescovi di Imola, Reggio Emilia e Parma, gli assessori Matteo Fornasini e Cristina Poletti, Alessandro Talmelli segretario del Pd, dalla Regione Marcella Zappaterra, carabinieri in divisa e diversi sindaci della provincia e presidenti di associazioni e movimenti diocesani. «Oggi sei all’ultimo ponte – ha concluso il cardinale Zuppi – e vedrai il volto di Cristo; abbandonati ad una mano che ti porterà a Dio; Luigi va e vedi e prega per noi e per la tua Chiesa».

Prima della benedizione l’arcivescovo Gian Carlo Perego ha letto il messaggio inviato dal segretario di Stato vaticano, Piero Parolini con la benedizione apostolica.

Margherita Goberti

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