Liti tra aziende ricomposte in un mese e mezzo E il Covid “aiuta”
Un mese e mezzo per fare “pace” nelle liti nelle quali sono coinvolte imprese. Sono questi i tempi medi del ricorso all’Organismo di mediazione della Camera di commercio, che fa risparmiare tempo e denaro dei contenziosi civili e comincia a mettere assieme numeri rilevanti .
Sono 4.577 le liti risolte dal 2011 ad oggi, 407 nel solo anno della pandemia con un incremento del 51% dei successi. La media delle mediazioni è di 41 i giorni, 144mila euro il valore medio delle controversie gestite, oltre 3 i milioni di euro risparmiati dalle imprese ferraresi in dieci anni. La legge 70 del 2020 ha introdotto, in conseguenza del Covid, nuove ipotesi di mediazione “obbligatoria” per il contenzioso relativo a inadempienze contrattuali tra le quali, ad esempio, le controversie del settore turistico-alberghiero (biglietti aerei, anticipi per viaggi ecc.), rimborsi per spettacoli non eseguiti, contratti di fornitura non rispettati, ritardi di consegna di merce e molti altri ancora.
«Vista dal nostro punto di osservazione – ha evidenziato Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio – l’evoluzione normativa che ha portato alla riforma della mediazione civile è un percorso che può e deve portare ad un fortissimo recupero di competitività del sistema-Paese liberando preziose risorse per il rilancio del suo sistema produttivo. Dunque, una leva formidabile per promuovere le nostre attività economiche, così duramente colpite in questi mesi di pandemia. Ma anche, in prospettiva, un magnete altrettanto forte per riguadagnare attrattività agli occhi degli investitori internazionali, fino ad oggi spesso scettici sull’opportunità di inserire il nostro Paese nelle strategie di sviluppo».
A far litigare di più gli imprenditori ferraresi, fa sapere la Camera di Commercio, sono locazione (21%) e contratti bancari (17%), cui si aggiungono le liti in materia di diritti reali, successioni ereditarie e condominio. Numerosi i vantaggi fiscali per chi intraprende i percorsi di giustizia alternativa: tutti gli atti del procedimento di mediazione sono esenti da imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino al valore di 50.000 euro e, in caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione. Per le imprese che commerciano con l’estero è operativa la mediazione internazionale.
«Insieme alle associazioni e agli ordini – conclude Govoni – vogliamo sempre più favorire il passaggio da una “cultura del conflitto” ad una “cultura dell’accordo”».
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