Gli affari riprendono Ma l’incubo crisi resta ancora un freno al rilancio
La tendenza emerge dai giudizi delle aziende di commercio Il progredire delle vaccinazioni provoca aumenti nei fatturati
In attesa dello sviluppo della situazione con l’anno nuovo, è interessante guardare agli ultimi dati disponibili dell’indagine congiunturale sulle settore commercio e le aziende che vi operano, realizzata da Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna e relativa al periodo luglio-settembre. Un periodo in cui nel confronto con il terzo trimestre 2020, si osserva un rafforzamento della tendenza positiva delle vendite (+2,1 per cento). Il recupero è stato parziale, ma ha permesso di avvicinare il livello delle vendite del terzo trimestre 2019, superiore a quello del periodo luglio-settembre 2021 in esame dello 0,3 per cento.
La diffusione della tendenza positiva emerge chiaramente dai giudizi delle imprese. È risalito il numero delle aziende che ha giudicato le vendite stabili dal 22,4 al 28,8 per cento, mentre la quota delle imprese che ne ha rilevato un calo tendenziale è rimasta sostanzialmente invariata, passando al 26,7 dal 26 per cento.
Il saldo tra le quote delle imprese che rilevano un aumento delle vendite o una diminuzione tendenziale è, quindi, risultato più contenuto scendendo a +17,9 da +25,6 punti.
Grazie anche all’effetto della stagionalità, c’è stato un sensibile miglioramento delle attese sull’andamento delle vendite.
Con il progredire della diffusione della vaccinazione, si è ampliata la quota percentuale delle imprese che si attendono un aumento del fatturato nel corso del quarto trimestre 2021 che si è appena concluso (al 35,6 dal 28,7 per cento), ed è scesa la quota delle imprese che temono una riduzione delle vendite (al 13,5 dal 18,1 per cento).
Gli effetti della pandemia hanno decisamente accelerato i processi di cambiamento che da anni caratterizzano il settore del commercio e i comportamenti dei consumatori, con ricadute immediate sui risultati economici delle imprese.
Nel trimestre in esame la ripresa delle vendite ha finalmente interessato tutte le tipologie del dettaglio, leggermente trainato dalla ripartenza dei consumi non alimentari precedentemente dilazionati dalla pandemia.
Le vendite dello specializzato alimentare sono aumentate dell’1,8 per cento, con ciò superando il livello dello stesso trimestre del 2019 (+0,7 per cento). Il dettaglio specializzato non alimentare ha beneficiato di un ulteriore recupero delle vendite (+2,4 per cento), comunque parziale tanto che le stesse sono ancora risultate al di sotto del livello del medesimo trimestre del 2019 (-2,3 per cento). Iper, super e grandi magazzini hanno beneficiato della situazione durante la pandemia, (+1,6 per cento), favoriti dal cambiamento delle abitudini dei consumatori e dalla possibilità di darsi diverse forme di organizzazione, capitalizzando una fase di aumento ininterrotto da dieci trimestri, tanto che le vendite correnti sono risultate superiori a quelle dello stesso periodo del 2019 del 5,1 per cento. Le aspettative restano tuttora orientate favorevolmente tanto che per loro il saldo dei giudizi sulle vendite attese è salito a quota 58,3.
I dati trimestrali non mostrano alcuna correlazione dell’andamento delle vendite con la dimensione aziendale. La ripresa delle vendite non mostra in pratica differenze di intensità rilevanti tra le classi dimensionali delle imprese. Le vendite della piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti, sono aumentate del 2,0 per cento, quelle delle imprese di media dimensione da 6 a 19 addetti del 2,4 per cento e anche le vendite delle imprese di maggiore dimensione, con almeno 20 addetti, sono salite del 2,2 per cento.
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