Saldi, l’avvio è fiacco con paura e timori I negozi puntano sul fine settimana
Alle “Mura” clienti col contagocce e sconti fino al 50% Ma prevale il pessimismo: «Sarà dura uscire dal tunnel»
Marcello Pulidori
Diciamo che si stanno facendo le prove. O forse meglio, che questi saldi (iniziati mercoledì) saranno con ogni probabilità le prove generali dell’intera stagione. Comunque la si giri, la matassa resta piuttosto ingarbugliata. Poca gente, occhi attenti e disincantati. I potenziali clienti al centro commerciale “Le Mura” (casa Coop) di via Copparo si contano al massimo sulle dita di una mano, riferendosi a negozio per negozio. Eppure a guardare i cartelloni che annunciano gli stessi saldi la situazione non sarebbe nemmeno malaccio: ma i più sbirciano ma non comprano. Eppure sono molti gli esercizi commerciali che già praticano sconti al 50 per cento. Pieno.
«Ma molte persone vogliono sempre e comunque questo 50% pieno – dice Lorella Benini commessa di “Via Condotti”, abbigliamento donna – mentre alle volte la giusta dicitura del saldo è “fino al 50%”. Che è una cosa diversa. Così succede che qualcuno si gira e va via. Speriamo che nel fine settimana il movimento aumenti».
Roberta Checchi, del marchio tedesco Nkd (abbigliamento, oggettistica, tessile) vede il bicchiere mezzo pieno: «È vero – ammette – si sperava in una partenza dei saldi un poco più sprint. Ma dobbiamo anche tenere sempre ben presente che i tempi che stiamo vivendo commercialmente sono ben poco “sprint”. E allora bisogna anche accontentarsi e sperare ovviamente in tempi migliori». Non ci sono file alle casse né all’esterno dei negozi fatta eccezione per alcuni dove il personale effettua il contingentamento per evitare assembramenti. Uno scenario che si ripete sia nella galleria dove si trovano, appunto, i negozi tradizionali, sia nella più grande area cosiddetta ipercoop dove solitamente si va per la spesa di casa. A controllare che non si verifichino affollamenti ci sono le guardie giurate. Ma il rischio, visto l’affluenza al contagocce, è limitato al massimo. «C’è una certa preoccupazione – dice il titolare di un negozio di abbigliamento che preferisce mantenere l’anonimato – le persone in giro qui ci sarebbero anche, ma gli affari per il momento piangono. Spero che con il passare delle ore e soprattutto nel fine settimana la situazione migliori».
Ad accrescere la preoccupazione dei commercianti è anche l’andamento della curva dei contagi. «Per ora l’Emilia Romagna si sta in qualche modo difendendo – dice a denti stretti una signora poco prima di entrare in un negozio – ma se la curva continua a crescere temo che, come sta già accadendo altrove, si possa cambiare colore, e sarebbe un problema proprio nella stagione dei saldi».
Sul fronte degli acquirenti, per ora, c’è cautela negli acquisti e la propensione alla spesa da destinare ai saldi, secondo gli esperti, oscilla tra i 150 e i 200 euro. Quando va bene.
«A Natale ho preferito farmi regalare i soldi – spiega Anna, studentessa – avevo visto delle cose carine ma ho pensato che era meglio attendere gli sconti per comprarle, così magari riesco a prendermi qualcosa in più con lo stesso budget».
Acquisti che si indirizzano prevalentemente sull’abbigliamento. Un altro marchio storico, italianissimo, come “Intimissimi” cerca di osservare quanto accade usando il metro dell’ottimismo. «Se devo proprio dire la pura verità – spiega Ilaria – va così così. È anche vero però che siamo soltanto al secondo giorno di saldi (mercoledì e ieri, ndr) quindi ci sta che nei prossimi giorni arrivi qualche cliente affezionato in più rispetto a quelli di queste ore».
Insomma, bisogna mettercela tutta e impegnarsi per non fare crollare l’asticella di un buon umore che soltanto 2 anni fa sembrava un ingrediente dato per scontato. Ma i tempi cambiano. E purtroppo non sempre in meglio.
Da “Camomilla Italia”, altro pilastro del pianeta abbigliamento, la responsabile Giulia Lambertini ammette: «Si va a rilento – non cerca scorciatoie la responsabile del negozio – e sarebbe falso dire il contrario. Il fine settimana ormai è dietro l’angolo – aggiunge – quindi c’è anche motivo di essere ottimisti per gli affari nei prossimi giorni. D’altro canto – conclude Giulia – i tempi sono questi. È c’è poco da dire e da fare».
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