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Cremazioni, raddoppio impianto in stallo

Alessandro Bassi
Cremazioni, raddoppio impianto in stallo

Non c’è ancora l’autorizzazione per attivare contemporaneamente le due linee: occorre una nuova richiesta alla Provincia

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COPPARO. Nel corso della relazione di Dario Bigoni, per Patrimonio, fatta durante l’ultimo consiglio comunale, è emersa la notizia che il Giardino della Cremazione di Copparo non aveva l’autorizzazione a far lavorare entrambe le linee di cremazione contemporaneamente, rendendo così inutile il raddoppio delle stesse, realizzato a settembre.

Questo ha monopolizzato, in pratica, la discussione su Gecim, portando ad un chiarimento immediato ad opera della funzionaria Sara Tuffanelli, che sostituiva la presidente Silvia Buzzoni per l’occasione. La linea di cremazione, unica fino a poco tempo fa, è stata raddoppiata, visto che era necessario sia avere la possibilità di mantenere almeno una linea in attività in caso di manutenzione sia rendere possibile aumentare il volume operativo. È stato ricordato che, nel momento in cui l’allora unica linea è stata fermata per manutenzione, c’è stato un evidente calo, il 10% di ricorsi al servizio dopo il riavvio. Consideriamo che Gecim propone appunto un servizio, non un’attività esclusivamente economico-imprenditoriale, ma lo scorso anno ha distribuito comunque un dividendo di oltre 90mila euro, e che ci sono imprese che hanno deciso di investire nel settore: con le economie di scala possono garantire forti profitti.

La scelta di Gecim, comunque, è di puntare alla qualità del servizio. La seconda linea, infatti, dovrebbe essere informatizzata e collegata in rete per seguire i procedimenti (e per questo dovrebbe riuscire ad ottenere un cospicuo finanziamento per le modernizzazioni dei progetti 4.0), prevedendo a tal fine investimenti per 560mila euro. Quindi, fin qui, due linee.

Per ottenere l’autorizzazione alla costruzione della seconda, la richiesta è stata inviata alla Provincia, ma l’interpretazione, in questo caso, prevedeva una sola linea, o in alternativa un numero massimo di operazioni: 4.500 l’anno. Dato che una singola linea annualmente, arriva a 3mila operazioni circa, c’erano ottime possibilità di lavoro per entrambe, nonostante le limitazioni. Comunque, a causa di problemi alle singole strutture, finora le due linee non hanno mai lavorato contemporaneamente.

Per le condizioni di esercizio, sarà la seconda, più moderna ed efficiente sul piano energetico, ad operare continuativamente, mentre la prima, più obsoleta ma comunque efficiente, dovrebbe operare nei momenti di blocco per manutenzione garantendo la continuità. Ora il settore operativo più datato è fermo per guasto, e sarà comunque necessario effettuare una ulteriore manutenzione. Per motivi di opportunità e di costi si ritiene utile aspettare per riattivare i macchinari. Fino ad allora, comunque, sarà attiva una sola linea, anche se le nuove disposizioni permetteranno di avviarle entrambe, ma sarà comunque necessario avanzare una nuova richiesta, anche se, con questa situazione, non ci sono particolari premure.

Alessandro Bassi

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