I 150 anni dalla nascita di santa Maria Chiara martirizzata in Oriente
COLOGNA. Domani ricorrono i 150 anni dalla nascita di santa Maria Chiara Nanetti (al secolo Clelia). Nata il 9 gennaio 1872, pochi mesi prima del disastroso evento della grande alluvione provocata dalla rotta del Po a Guarda Ferrarese, la martire polesana sarà ricordata con apposite celebrazioni soprattutto nella diocesi di Adria-Rovigo, dove la sua memoria è particolarmente viva, essendo nata a Santa Maria Maddalena. Ma a onor del vero il suo ricordo è pure vivo a Francolino, dove la famiglia si fermò nel 1878 dopo molte peregrinazioni nel territorio di qua e di là dal grande fiume.
Santa Maria Chiara Nanetti, ad ogni buon conto, lega la vicenda umana della sua famiglia pure a Cologna, paese di origine del padre Narciso (figlio di Nicola e di Lucia Stefanati), dove i Nanetti si stabilirono per alcuni anni e dove l’8 dicembre 1867, in località Carmignano, nacque il fratello Silvio. Al termine di varie vicessitudini, Maria Chiara Nanetti, dopo circa un anno di missione in Oriente, venne uccisa il 9 luglio 1900 a Tai-yuan durante le violenze scatenate dalla rivoluzione dei Boxers. Furono 26 le vittime del massacro: 2 vescovi, 3 missionari, 5 seminaristi, 9 fra domestici ed inservienti, e 7 suore, fra cui appunto suor Nanetti. Papa Pio XII li volle beati il 24 novembre 1946, mentre il 1º ottobre 2000, il centenario del loro martirio, accomunati a un centinaio di altri martiri della Cina dei secoli XVII, XVIII e XIX, furono proclamati santi dal pontefice Giovanni Paolo II nella cornice del Grande Giubileo della Chiesa.
Chi volesse approfondire la vita e la testimonianza cristiana di della santa e del fratello padre Barnaba può attingere a numerose pubblicazioni e scritti. Tra queste anche “P. Barnaba Nanetti. Fratello di una Santa Martire”, voluto dal parroco di Cologna don Rino Lotto, edito nel 2001 coi tipi della Soc. Artigiana per la Stampa di Ariano Polesine (Ro).
Donatella Marighella
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