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Otto nuovi pozzi per la ricerca di fluidi geotermici Chiesti i permessi

Annarita Bova
Otto nuovi pozzi per la ricerca di fluidi geotermici Chiesti i permessi

È il progetto presentato dalla società Fri-el green house La relazione: “Non sono previsti impatti sulla subsidenza” 

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ostellato. Quattro coppie di pozzi per la ricerca di fluidi geotermici. È il progetto presentato dalla società agricola Fri-el green house localizzato nei comuni di Ostellato, Comacchio e Fiscaglia. Il permesso è stato chiesto e adesso ci sono 30 giorni per eventuali istanze. Il progetto prevede la ricerca di fluidi geotermici nell’ambito del Permesso di ricerca denominato “San Giovanni”, mediante la perforazione di un numero massimo di quattro coppie di pozzi (doppietti), composte ciascuna da un pozzo di estrazione e da un pozzo di reiniezione, spinti ad una profondità di circa 6mila metri dal piano campagna. La realizzazione dei pozzi geotermici, come specificato nella relazione, comporterà impatti transitori limitatamente alle fasi di cantiere ed esercizio, che si esauriranno al termine delle attività di ricerca.

impatto ambientale

Gli impatti più significativi sulla qualità dell’aria saranno evitati grazie all’alimentazione elettrica degli impianti di perforazione. Sempre nella relazione si legge che “Non sono previsti impatti sulla subsidenza in quanto non è stata prevista la perforazione di pozzi ad uso industriale, ma verranno impiegate acque derivate dalla rete di bonifica e acque provenienti da un vicino bacino di cava” . E circa la tanto temuta sismicità? “Sarà realizzata una apposita rete di monitoraggio in grado di registrare eventi microsismici e la risposta locale agli eventi macrosismici naturali”. Entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione su web della Regione Emilia-Romagna chiunque abbia interesse può prendere visione dello studio preliminare ambientale e della documentazione a corredo e presentare in forma scritta proprie osservazioni. L’impianto è autonomo per la produzione di energia che può avvenire attraverso motori diesel o essere anche direttamente alimentato da energia elettrica senza l’ausilio dei motori diesel. La soluzione prescelta in questo progetto è quella di non utilizzare motori diesel ma di approvvigionare la potenza necessaria al funzionamento dell’impianto e dei principali ausiliari con energia elettrica tramite approvvigionamento di rete. Questo anche perché la vicinanza di abitazioni, o luoghi comunque utilizzati dalla popolazione, implica il rispetto delle norme solitamente stringenti stabilite per la limitazione dell’impatto acustico. Il fluido geotermico, dopo essere stato utilizzato per la produzione di energia elettrica, viene generalmente reiniettato nel sottosuolo e dunque non rappresenta un problema per l’uomo e l’ambiente. Le emissioni sonore di un impianto geotermico sono ridotte e limitate solo alla perforazione dei pozzi in cui possono raggiungere valori abbastanza elevati.

Annarita Bova

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